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Recensione: Ladra di Sarah Waters

"Sarà distratta dalla macchinazione in cui la attirerò. Farà come tutti, mettendo nelle cose che vede le spiegazioni che si aspetta di trovarvi." 
Leggendo queste parole nel corso della lettura sarete convinte che si riferiscano solo a uno dei personaggi, ma prestate attenzione, perchè quelle parole sono rivolte anche a voi, che cadrete involontariamente vittima delle trappole di questa autrice, arrivando a vedere solo ciò che vi aspettate di vedere.
Quando capirete l'inganno però per voi sarà già troppo tardi. Vi dico solo una cosa...nessuno è come sembra.


TITOLO: Ladra
AUTORE: Sarah Waters
EDITORE: Tea
PAGINE: 510


"Ladra" Viene definito e catalogato come un romanzo erotico, più precisamene un romanzo lesbico neovittoriano. Definizione che per quanto mi riguarda, trovo decisamente troppo stretta e riduttiva per una storia meravigliosa come quella che ci ha offerto Sara Waters.
Esiste un'attrazione, un'attrazione mentale e fisica tra le due protagoniste. Due ragazze unite da un destino che è stato deciso ben prima della loro nascita.

Susan è una ladra, una ragazza povera cresciuta nella Londra vittoriana del 1862. Abita con una famiglia adottiva che vive di piccoli espedienti. L'altra ragazza è Maud, vive in una grande villa fuori Londra con lo zio che l'ha accolta dopo la morte di sua madre perchè potesse diventare la sua segretaria. 
Entrambe orfane, entrambe prigioniere di una vita troppo miserabile.

Susan viene coinvolta in un losco affare da Gentleman, un uomo che le propone di diventare la cameriera personale di una ricca ereditiera, Maud appunto, per aiutarlo a farla innamorare e convincerla a fuggire con lui. Quando lo avrà sposato divideranno la sua eredità facendo passare la povera ragazza per pazza e rinchiudendola in manicomio.

Le cose però non vanno esattamente come Susan aveva previsto. Tra le due ragazze, così diverse, nasce un'intesa. Vedrete come nasce un'attrazione, come cambiano le attenzioni di una persona verso un'altra, come possono mutare i sentimenti. La Waters lo descrive in un modo incredibile.

Viene definito come un romanzo erotico perchè ovviamente all'interno della storia è presente una scena di sesso, ma posso dirvi che si tratta di un'unica scena pregna di significato e perfettamente contestualizzata. Una scena bellissima tra l'altro.

Uno dei punti di forza di questo libro è nella scelta dell'autrice di farvi vivere la storia dai punti di vista di entrambe le ragazze. Questo renderà la caratterizzazione dei personaggi davvero completa ai vostri occhi. Persoanggi tridimensionali e umani. Non troverete personaggi completamente buoni o cattivi. Vi dico che arriverete ad odiarli e amarli tutti indistintamente.
Altro dettaglio non da poco è l'ambientazione vittoriana perfettamente ricostruita. La Londra che troverete tra queste pagine mi ha ricordato moltissimo quella raccontata da Michel Faber ne "Il petalo cremisi e il bianco". Una Londra divesa da quella tutta pizzi e merletti dei romanzi della Austen, una Londra che ti mostra il suo lato più povero e miserabile che si nasconde all'ombra dell'apparenza borghese. Persino nei salotti delle grandi ville si nasconde la corruzione e la miseria, una corruzione che assume il volto di una ragazza costretta a leggere sera dopo sera libri erotici a vecchi appassionati della letteratura di genere.

La copertina italiana è estremamente evocativa. Al pricipio non vi dirà nulla l'immagine dei guanti abbandonati sopra un vecchio libro, ma quando chiuderete l'ultima pagina non potrete non sfiorarli con la punta delle dita ricordando a chi apprtenevano e che cosa rappresentavano.

IL MIO GIUDIZIO


 QUOTES


"Sarà distratta dalla macchinazione in cui la attirerò. Farà come tutti, mettendo nelle cose che vede le spiegazioni che si aspetta di trovarvi." 


"E' pieno di tutte le parole che esprimono come ti voglio..."

L'ospite di Sarah Waters ♥ Recensione

La tua mente verrà rapita e rinchiusa tra le stanze buie di una vecchia villa. Sarai all'erta. Ogni tuo senso sarà pronto a scattare al minimo rumore e senza rendertene conto sarai in suo potere.



In assoluto il libro più inquietante che io abbia mai letto. Ho letto diversi libri catalogati come genere "horror"; da Stephen King ad autori come Matheson o Shirley Jackson, e sebbene abbia apprezzatto molto le loro opere nessuno è mai riuscito a lasciarmi adosso una profonda inquietudine. Nessuno prima di questo libro.
Potrei raccontarti ogni singolo rumore che ho udito la sera in cui mi sono coricata nella mia stanza quando ormai mi mancavano poche pagine per terminare la storia. Potrei, ma non credo ti interessi quindi andiamo oltre.
Non aspettarti i classici clichè tipici dei film o dei libri che affrontano il tema delle case infestate perchè questa autrice saprà giocare con te in modo estremamente intelligente, seducendoti con una prosa elegante e raffinata, saprà condurti in un villa che amerai, che sentirai tremendamente tua fino a diventarne prigioniera.
Una storia assolutamente meravigliosa raccontata con grande abilità da un'autrice forse ancora poco conosciuta nel panorama italiano ma spesso acclamata da testate come il New York Times.
La storia si sviluppa a partire dal 1919, quando il protagonista, ancora bambino, entra per la prima volta ad Hundreads Hall, la grande e lussuosa villa della nobile famiglia Ayres.
Quando quel bambino tornerà a varcare quei cancelli saranno trascorsi trent'anni da quel giorno. Lui sarà diventato il dottor Faraday e la ricca e nobile famiglia che guardava con ammirazione sarà invece in rovina, così come la grande e imponente villa che lo aveva ammaliato da bambino.
Una situazione che rispecchia la società di quel tempo, una società che stava vivendo il tramonto della nobiltà inglese e l'ascesa del proletariato che mirava a diventare borghesia.
Complice una serie di eventi, il dottr Faraday diventa il medico della famiglia Ayres. Una famiglia composta ormai solo dalla signora Ayres e i suoi due figli: Caroline e Roderick.
Una famiglia alla quale si legherà in modo sempre più stretto, così come si legherà a quella casa, verso la quale ha sempre avvertito una strana attrazione.
Una casa dentro alla quale però si è sempre sentito un estraneo. Perchè lui non apparteva a quella dimora. La villa, ormai in rovina, appartiene a un'epoca passata, così come la famiglia Ayres, sono loro gli unici che appartengono veramente a quella casa e gli unici che quella casa vuole portare con sè.
Cose strane e inquietanti iniziano ad accadere. All'inizio sono piccole cose, innocue, trascurabili...quasi degli incidenti, poi però ti ritroverai a guardare attraverso il buco della serratura della vecchia camera dei bambini chiusa ormai da molti anni. Quella vecchia camera in cui è morta la prima figlia della signora Ayres. E ti garantisco che sentirai i battiti del tuo cuore riecheggiare nella tua mente.
Mentre i membri di quella famiglia cedono lentamente al potere della casa il dottor Farady cerca di lottare con la forza della ragione. E tu? da che parte starai?
Lascio alla fine di questo commento una mia personale interpretazione riguardo al finale. Ma DAVVERO se non hai letto il libro non leggere quello specchietto. Ti perderesti un romanzo bellissimo.

Era da tempo che non mi trovavo a leggere con tanta bramosia un libro, a rimanere così rapita da una storia. Ad amare a tal punto i personaggi. Non mi succedeva da "il giardino dei segreti" di Kate Morton. E chi mi segue da un po' sa quanto significhi per me fare questo paragone.

MAAAA PARLIAMO DEL FINALE?

Ripeto se non hai letto il libro non dovresti trovarti a leggere questa riga!!! Quindi sciò...via di qui! Ci rivediamo dopo la lettura e magari mi dirai se la tua intrepretazione coincide o meno con la mia.

Ora veniamo a noi che abbiamo letto il libro fino all'ultima pagina e ci siamo ritrovati a rivedere centinaia di volte nella nostra testa la scena finale in cui Caroline precipita dopo aver esclamato quel misterioso"TU?"
A chi si riferiva? Se ci pensi non potevano esserci poi molte persone...la sorella minore? Ammetto che ho pensato a lei per moltissime pagine. La Waters è stata brava, e io sono caduta ingenuamente nella sua trappola. Ma arrivata alla fine del libro mi sento di escluderla con molta facilità. Difficile che Caroline abbia visto la sorella in cima alle scale. Non si sarebbe rivolta a lei con tanta confidenza non avendola mai conosciuta.
La madre? Altamente improbabile, è stata lei stessa una vittima di quella casa.
Chi resta? Secondo me è abbastanza ovvio. Lo stesso dottor Faraday. E gli indizi che portano a lui sono molteplici.
La notte in cui muore Caroline lui stava facendo visita ad un paziente lontano e prima di tornare a casa si ferma in un bosco dove "si addormenta". Lui non ha ricordi di quello che è successo in quelle ore. Le stesse ore in cui è morta Caroline. E se vi ricordate durante l'udienza, il dottor Faraday arriva a immaginare ( o forse dovrei dire ricordare?)  Caroline in cima alla rampa di scale, e arriva a vedere un'immagine impressa sulle sue pupille.
Infine l'ultimo indizio che mi porterebbe a pensare a lui come colpevole della morte della stessa Caroline, è il momento in cui avverte una presenza malvagia nella casa e voltandosi verso lo specchio vede riflesso il suo stesso volto.
Con questo non voglio dire che fosse stato lui sin dall'inizio, che fosse lui l'artefice di tutti i fatti inquietanti che accadono nel corso della storia, ritengo che ci fosse davvero una forza all'interno della casa e che abbia dovuto usare una persona viva (il dottor Faraday appunto) per prendere Caroline.
Con la signora Ayres è riuscito a far leva sulla sua debolezza più grande, cioè la figlia morta, con Roderick è riuscita lentamente a portarlo alla pazzia, ma Caroline era la più forte. E lei stava abbandonando quella casa alla quale apparteneva. E quella casa voleva morire insieme alla famiglia che aveva vissuto al suo interno durante l'epoca alla quale apparteneva.

              VOTO:  5/5