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Una vita come tante di Hanya Yanagihara - Recensione



Non sarete mai pronti ad affrontare questo libro. Per quanto pensiate di esserlo vi garantisco che non siete preparati al dolore che vi aspetta. E' un dolore quasi continuo, vi lascerà dei rari momenti di tranquillità che saranno comunque sempre pervasi da una lontana malinconia e da una strana sensazione di rassegnazione. 
Uno dei libri più belli, intensi e devastanti che abbia mai letto.


TITOLO: Una vita come tante
AUTORE: Hanya Yanagihara
EDITORE: Sellerio
PAGINE: 1094






Riassumere una storia di questa portata non è semplice e sono certa che non riuscirò rendere giustizia a questo libro. Un romanzo che nelle sue quasi 1100 pagine racconta l'amicizia, l'amore e la vita di quattro persone, quattro ragazzi che seguirete per trent'anni della loro vita.
Malcom, giovane rampollo di una ricca famiglia, da sempre alla ricerca del consenso e dell'approvazione dei suoi genitori che riesce col tempo a diventare un importante e affermato architetto.
JB un ragazzo gay di colore con la passione per l'arte e l'ambizione di poter diventare un artista di fama internazionale. Tra i quattro è sicuramente quello con il carattere e il temperamento più forte e prepotente.
Willem, il più gentile e altruista dei quattro ragazzi, figlio di genitori freddi e distaccati, lavora in un ristorante nel tentativo di poter un giorno diventare un attore.
Jude, il più misterioso dei quattro amici. Un avvocato di successo con un passato nebuloso che tenterete di ricostruire tassello dopo tassello cercando inutilmente di non annegare nel suo stesso dolore.
Quello che voi sapete per centinaia di pagine è solo che nel passato di Jude è successo qualcosa di terrificante. Qualcosa che lo ha portato ad avere dei problemi fisici evidenti e che lo costringono a camminare con palese difficoltà e ad essere dilaniato spesso da dei dolori alla schiena disumani.

"Camminavi prima?" chiese Malcom, come se ora non camminasse più. La domanda gli provocò tristezza e imbarazzo: quello che per lui era camminare, per gli altri sembrava non esserlo. "

Nessuno sa da che cosa siano stati provocati e che cosa sia successo nella sua vita prima di arrivare al college dove si sono conosciuti i quattro ragazzi. Lui non ne ha mai voluto parlare e loro non hanno mai insistito per conoscere la verità. E vi assicuro che la verità è terrificante.

Saranno gli ultimi due ragazzi quelli che seguirete con maggiore interesse, Jude in particolare sarà quello che si farà strada lentamente dentro di voi. Questo libro ha una caratterizzazione dei personaggi che è qualcosa di straordinario, non si limita a mostrarveli ma riesce a farveli sentire, a farli vivere con voi. E nessuno, nessuno vorrebbe vivere la vita di Jude.
Ci sono pagine in cui vorrete solo andare oltre quel capitolo, vi sentirete in apnea e andrete avanti a leggere solo per tornare al presente, per lasciare quel ricordo, quel passato, quel racconto che non è insostenibile solo per lui ma anche per voi.
Credetemi non sto esagerando, percepirete il peso di un ricordo devastante e non vorrete riviverlo così come non vuole riviverlo Jude.

Una storia che scava nell'anima dei personaggi come non avevo mai visto fare fino a questo momento. La vita presente di Jude è piena di amici, affetto e amore, ma nonostante questo non riuscirete ad apprezzarlo come non c'è riuscito lui. Resterete focalizzati esclusivamente sul suo passato, incapaci di cogliere il riscatto che ha avuto la sua vita, come se, nonostante tutto, l'ombra della sua infanzia non se ne fosse mai andata, come se niente possa mai cancellare quello che è successo permettendogli di condurre una vita normale.

La cosa assolutamente disarmante è che per 1000 pagine ti prepari psicologicamente a leggere un determinato finale, vi assicuro che vi aspettate che accada una sola cosa, sembra quasi scritto tra le righe...bhe le avevo interpretate nel modo sbagliato quelle righe e, un po' come nella vita vera, le cose non vanno come ti sei aspettato e in una sola pagina questo romanzo riesce letteralmente a distruggerti. Nessuno era mai riuscito a "bloccarmi" con gli occhi sbarrati per cinque minuti davanti ad una riga. Nessun libro prima di questo.

Dal punto di vista narrativo il libro è scritto davvero molto bene, trattandosi del racconto di una vita non aspettatevi ovviamente i colpi di scena o una trama incalzante, ma nonostante questo non è risultato mai, mai, mai noioso o lento. E vi assicuro che io sono particolarmente sensibile sull'argomento. Ci sono parti che sono di una bellezza disarmante, provo a riportarvene una che mi ha lasciato senza parole:

"Riconosco che quello per un figlio è un amore singolare, un amore che non si fonda sull'attrazione fisica , sul piacere, sull'intelletto, ma sulla paura. Non conosci la paura finchè non hai un figlio, e forse è questo che ce lo fa sembrare un amore così straordinario: perchè la paura è straordinaria. Lo tenevo stretto tra le braccia e pensavo a quanto fosse assurdo che mio figlio, qualunque figlio, potesse aspettarsi di sopravvivere in questa vita.
E quando tuo figlio muore provi tutte le emozioni che ti aspettavi di provare e a quel punto, non ti rimane più niente di cui aver paura."


Ho deciso di riportarvi questa parte ma la storia è disseminata di riflessioni di questo tipo, riflessioni che non sono i classici aforismi scontati da baci perugina che capeggiano in molti libri, ma pensieri che ti spingono a rileggere il testo, a pensare a quello che hai letto e a prenderti del tempo per farlo sedimentare dentro di te. Perchè vi garantisco che questo libro cambierà un po' di quello che siete.

IL GIUDIZIO




DAL TESTO

"La consapevolezza che le persone a cui vuole bene sono più fragili delle altre e gli sono state concesse in prestito fino a quanto qualcuno o qualcosa non verrà a reclamarle."

"Prendere atto della mia disabilità sarebbe come cedere al Dr. Trayloe e ammettere che è stato lui a decidere quale forma avrebbe assunto la mia vita."



La notte eterna del coniglio di Giacomo Gardumi - Recensione


Toc-toc Toc-toc ... è un bussare leggero, quasi impercettibile quello che sente Mark accostando l'orecchio alla porta d'acciaio del bunker sotterraneo. Quel bunker dove si sono nascosti lui e suo padre in seguito ad un'esplosione nuleare. La telecamera esterna però non rileva alcuna presenza. E quel bussare calmo, tranquillo, quasi sinistro ha qualcosa di assolutamente agghiacciante.


TITOLO: LA NOTTE ETERNA DEL CONIGLIO
AUTORE: GIACOMO GARDUMI
EDITORE: MARSILIO
PAGINE: 417






Un libro claustrofiobico che si sviluppa quasi completamente all'interno di un piccolo bunker sotterraneo, un bunker dove ha trovato rifugio Jane, la protagonista, insieme ad altre due persone, dopo aver sentito alla radio l'allarme lanciato in vista di un imminente attacco nucleare. 
Oltre a quel bunker ne esistono altri due, costruiti da familiari ed amici della protagonista, e i vari personaggi riescono a mantenere costantemente il contatto grazie a dei computer installati all'interno di ciascun rifugio.

Jane è una ragazza che si ritrova suo malgrado separata dal marito Mark, che trovandosi a casa del padre nel momento in cui è stato lanciato l'allarme, si ritrova a nascondersi in un altro bunker. Ed è proprio qui che i due uomini iniziano a sentire qualcuno o "qualcosa" bussare alla porta del rifugio. E' un rumore continuo, costante, tranquillo, quasi sinistro. 
Mark  riesce a registrarlo e a farlo ascoltare anche agli altri superstiti, nessuno però riesce a capire che cosa possa provocare quel rumore.
La telecamera esterna non rileva nessuna presenza. La polvere depositata dall'esplosione devanti al rifugio è intatta. Non ci sono segnali di movimenti o impronte lasciate davanti all'ingresso.
Un giorno però Mark intravede qualcosa nello schermo collegato alla telecamera esterna. Dura un istante ma è sicuro di quello che ha visto. Un enorme coniglio rosa.
Dopo averlo comunicato alla moglie interrompe il collegamento con gli altri rifugiati nel tentativo di raccogliere più informazioni possibili, ma quando Jane riceve una nuova richiesta di contatto dal rifugio in cui si trova suo marito, lo spettacolo che vede al di là dallo schermo è agghiacciante.
Un enorme coniglio rosa seduto davanti alla porta completamente intatta, con in grembo un'accetta insanguinata.

Come è riuscito ad entrare se la porta non è stata aperta? Chi o che cosa si cela dietro quell'essere?
Sono queste le domande a cui il lettore brama di trovare una risposta.
Una risposta che personalmente non mi ha completamente soddisfatta. Prima di spiegarvene il motivo, chiudo questa prima parte del post descrivendovi il libro come un'opera sicuramente in grado di incuriosire il lettore, ma nello stesso tempo estremamente lenta e temporeggiante in moltissimi punti.
Altre parti della narrazione le ho trovate davvero troppo irreali e tirate. Le parti dedicate alla figura del coniglio sono indubbiamente le migliori all'interno dell'opera e quelle che il lettore ha più fretta di raggiungere e di leggere. Devo ammettere anche che l'impatto visivo di queste scene è piuttosto forte, se non siete amanti dei film splatter tenetelo a mente.
Sono molto combattuta nell'esprimere un giudizio complessivo. Posso dire che non mi è dispiaciuto ma mi aspettavo davvero molto di più da questa storia.

CONSIDERAZIONI SUL FINALE (SPOILER)

Nel corso della lettura ho sempre cercato di vedere in questo libro molto di più di un semplice thriller fine a se stesso. Ho cercato di vedere delle chiavi di lettura più metaforiche, quasi quel bussare rappresentasse l'odio che tentiamo di tenere all'esterno ma che poi riesce ad invadere le nostre vite. Speravo che la scelta della figura del "coniglio" non fosse casuale ma una contrapposizione tra una creatura che solitamente rappresenta qualcosa di tenero e innocuo e un essere che nel libro diventa sanguinario e spietato. Speravo insomma in  un epilogo che evidenziasse questi punti, che creasse un parallelismo con la guerra che aveva innescato questi eventi. Epilogo che però ha decisamente deluso le mie aspettative.

LO SAPEVATE CHE... esiste un film realizzato in Italia ed ispirato a questo libro? E' stato prodotto da Rai Cinema e diretto da Valerio Boserman. Leggendo il libro e guardando le immagini del film è inevitabile non avvertire un richiamo ad un coniglio cinematografico ben più famoso: quello di Donnie Darko.

IL MIO GIUDIZIO



CITAZIONI

"Nell'inesprimibile desolazione di un mondo morto, non era certo l'orrore ad avere bisogno di un perchè"

"Qualche volta si riesce a scampare ad un incubo solo per precipitare in un altro"

"Nel guscio" di Ian McEwan - Una delle grandi uscite del 2017 in libreria nel mese di Marzo

Sono molti i grandi autori che vorrei affrontare ma che per ragioni diverse non ho ancora avuto modo di leggere. Nel caso di McEwan la ragione è piuttosto semplice: temo di farmi molto male con i suoi libri e di conseguenza continuo come una codarda a procrastinare. Ho acquistato, ormai qualche anno fa, quella che credo sia la sua opera più famosa: "Espiazione", e ho quasi la sensazione che mi osservi ogni volta che entro nella libreria.
Sembra quasi chiedermi "e adesso? Credi di essere abbastanza forte per me?" E come sapete la mia risposta fino ad ora è sempre la stessa.
Ma perchè vi parlo di  questo scrittore in questo post? Perchè nel mese di marzo uscirà il suo nuovo e atteso romanzo che si intitolerà: "Nel guscio".


Per ora dovrete accontentarvi della copertina originale dato che quella Italiana non è ancora stata resa nota.
Quello che sappiamo è che sarà edito da Einaudi e che l'uscita è prevista per il 14 marzo 2017













McEwan è considerato uno dei più grandi scrittori di narrativa contemporanea, vincitore del Man Booker Prize nel 1998 con il romanzo "Amsterdam.
Ancora una volta la storia non sembra essere delle più leggere, storia raccontata dall'unico testimone di un crimine: un bambino che all'epoca non era ancora nato.
"Nel guscio sembra voler rivistare la vicenda dell'Amleto di Shakespeare ma in un modo completamente diverso.
I protagonisti di questa storia sono tre: Una donna, Trudy, suo marito John e l'amante, Claude. Claude però non è solo l'amante di Trudy ma anche suo cognato, quindi il fratello più piccolo di John. Vi dò un attimo per collegare le cose.



Il classico triangolo verrebbe da pensare non è vero? Ma non è così. Un triangolo destinato a finire nel sangue quando la moglie e l'amante si alleano per uccidere John al fine di impadronirsi della prestigiosa casa di famiglia.
La cosa assolutamente insolita è che la voce narrante di tutta la storia è un bambino non ancora nato, un bambino di nove mesi che si trova nella pancia di Trudy. 
Non so se voi che state leggendo questo post abbiate o meno affrontato questo scrittore, ma devo dire che anche questo libro riesce nell'intento di incuriosirmi e intimormi nello stesso momento.

Recensione: Ladra di Sarah Waters

"Sarà distratta dalla macchinazione in cui la attirerò. Farà come tutti, mettendo nelle cose che vede le spiegazioni che si aspetta di trovarvi." 
Leggendo queste parole nel corso della lettura sarete convinte che si riferiscano solo a uno dei personaggi, ma prestate attenzione, perchè quelle parole sono rivolte anche a voi, che cadrete involontariamente vittima delle trappole di questa autrice, arrivando a vedere solo ciò che vi aspettate di vedere.
Quando capirete l'inganno però per voi sarà già troppo tardi. Vi dico solo una cosa...nessuno è come sembra.


TITOLO: Ladra
AUTORE: Sarah Waters
EDITORE: Tea
PAGINE: 510


"Ladra" Viene definito e catalogato come un romanzo erotico, più precisamene un romanzo lesbico neovittoriano. Definizione che per quanto mi riguarda, trovo decisamente troppo stretta e riduttiva per una storia meravigliosa come quella che ci ha offerto Sara Waters.
Esiste un'attrazione, un'attrazione mentale e fisica tra le due protagoniste. Due ragazze unite da un destino che è stato deciso ben prima della loro nascita.

Susan è una ladra, una ragazza povera cresciuta nella Londra vittoriana del 1862. Abita con una famiglia adottiva che vive di piccoli espedienti. L'altra ragazza è Maud, vive in una grande villa fuori Londra con lo zio che l'ha accolta dopo la morte di sua madre perchè potesse diventare la sua segretaria. 
Entrambe orfane, entrambe prigioniere di una vita troppo miserabile.

Susan viene coinvolta in un losco affare da Gentleman, un uomo che le propone di diventare la cameriera personale di una ricca ereditiera, Maud appunto, per aiutarlo a farla innamorare e convincerla a fuggire con lui. Quando lo avrà sposato divideranno la sua eredità facendo passare la povera ragazza per pazza e rinchiudendola in manicomio.

Le cose però non vanno esattamente come Susan aveva previsto. Tra le due ragazze, così diverse, nasce un'intesa. Vedrete come nasce un'attrazione, come cambiano le attenzioni di una persona verso un'altra, come possono mutare i sentimenti. La Waters lo descrive in un modo incredibile.

Viene definito come un romanzo erotico perchè ovviamente all'interno della storia è presente una scena di sesso, ma posso dirvi che si tratta di un'unica scena pregna di significato e perfettamente contestualizzata. Una scena bellissima tra l'altro.

Uno dei punti di forza di questo libro è nella scelta dell'autrice di farvi vivere la storia dai punti di vista di entrambe le ragazze. Questo renderà la caratterizzazione dei personaggi davvero completa ai vostri occhi. Persoanggi tridimensionali e umani. Non troverete personaggi completamente buoni o cattivi. Vi dico che arriverete ad odiarli e amarli tutti indistintamente.
Altro dettaglio non da poco è l'ambientazione vittoriana perfettamente ricostruita. La Londra che troverete tra queste pagine mi ha ricordato moltissimo quella raccontata da Michel Faber ne "Il petalo cremisi e il bianco". Una Londra divesa da quella tutta pizzi e merletti dei romanzi della Austen, una Londra che ti mostra il suo lato più povero e miserabile che si nasconde all'ombra dell'apparenza borghese. Persino nei salotti delle grandi ville si nasconde la corruzione e la miseria, una corruzione che assume il volto di una ragazza costretta a leggere sera dopo sera libri erotici a vecchi appassionati della letteratura di genere.

La copertina italiana è estremamente evocativa. Al pricipio non vi dirà nulla l'immagine dei guanti abbandonati sopra un vecchio libro, ma quando chiuderete l'ultima pagina non potrete non sfiorarli con la punta delle dita ricordando a chi apprtenevano e che cosa rappresentavano.

IL MIO GIUDIZIO


 QUOTES


"Sarà distratta dalla macchinazione in cui la attirerò. Farà come tutti, mettendo nelle cose che vede le spiegazioni che si aspetta di trovarvi." 


"E' pieno di tutte le parole che esprimono come ti voglio..."

Recensione: Il segreto della libreria sempre aperta di Robin Sloan

Una vecchia libreria. Di quelle piccole, quasi invisibili posta da un tempo indefinibile ad un angolo della strada. Una libreria che profuma di libri antichi, con una vecchia insegna sulla vetrina e un altrettanto anziano e singolare proprietario.
Questa libreria però non chiude mai. Rimane aperta 24 ore su 24, ed è proprio durante la notte che arrivano i clienti più strani. Clienti che non  acquistano dei libri, ma che prendono in prestito strani volumi all'interno dei quali sembra non esserci scritto nulla di leggibile.
Che cosa succede davvero dentro a questa libreria?


TITOLO: Il segreto della libreria sempre aperta
AUTORE: Robin Sloan
EDITORE: Corbaccio
PAGINE: 306


 
 
Clay è un grafico, appassionato di informatica e di programmazione che a causa della crisi ha perso il suo lavoro e si è trovato costretto a rispondere all'annuncio posto fuori una vecchia libreria.
Una libreria piccola, angusta, dove la maggioranza dello spazio non è occupato dalle ultime novità, o da grandi best seller ma da strani e antichi volumi. Volumi che lui non deve sfogliare. Su questo punto il signor Penumbra, singolare proprietario di questa libreria, è stato molto chiaro. Il suo lavoro è quello di accogliere i clienti che si recano in negozio durante la note, annotando in un particolare registro tutto quello che succede. Chi sono, come sono vestiti, che libro restituiscono e che volume richiedono.

Clay riesce a resistere. Guarda quei volumi con immensa curiosità ma resiste alla tentazione di sfogliarli. La paura di perdere quell'unico impiego è troppa. Troppa anche per cedere alla curiosità. Il suo amico però non sembra essere dello stesso avviso e prima che Clay possa fermarlo si arrampica sulle scale del vecchio negozio, su quei grandi e alti scaffali misteriosi.
Quei libri però sono illegibili. Scritti in uno strano e particolare codice incomprensibile. 
Che cosa sono dunque questi libri? Chi sono questi strani clienti che esibendo una tessera restituiscono quei volumi per prenderne in prestito altri?

Clay, con l'aiuto di una ragazza che è piccolo genio di Google e di un suo amico imprenditore, inizia ad indagare sul mistero che nasconde quella libreria.
Ma scoprirete che il mistero va ben oltre quella piccola libreria di San Francisco...esistono infatti altri posti come quello sparsi per il mondo, ognuno con un vecchio proprietario, ognuno custode di volumi indecifrabili, ognuno destinato a nascondere e cercare lo stesso segreto. Un segreto custodito da quando esistono i libri stampati. Un segreto custodito nel primo libro che venne mai stampato.

La scelta di inserire tra i protagonisti proprio una grande programmatrice di Goggle e un grafico non è assolutamente casuale. Uno dei temi chiavi del romanzo è proprio l'opposizione tra queste due realtà: il cartaceo e il digitale. Due realtà che negli ultimi anni sono venute a scontrarsi sempre più tra loro, così come avviene anche in questa storia. Nel romanzo è facile individuare come ci siano due gruppi, il primo fortemente ancorato alla tradizione cartacea e chiuso verso qualunque innovazione tecnologica ad essa collegata, il secondo gruppo deciso invece ad usare la tecnologia per arrivare là dove con i libri e lo studio classico non sono riusciti ad arrivare in 500 anni.
Dà un lato l'autore ci vuole dimostrare come le due realtà possano effettivamente convivere, aiutarsi l'una con l'altra, dall'altra parte la conclusione sembra sottolineare che ci sono dei limiti anche nel mondo del digitale, dei limiti che solo la mente umana può superare.

Lo so, lo so. Sono riuscita ad incuriosirvi e vi dirò che le premesse di questa storia non sono male ma... ci sono un sacco di ma. 
La storia non è credibile. Certo è una storia inventata, anche "il codice da vinci" lo era ma l'autore era stato bravissimo a rendere quella storia credibile. Questa purtroppo non lo è.
Ci sono un sacco di momenti davvero inverosimili all'interno della narrazione. Dal momento in cui l'intero team di Google decide di aiutare questo ragazzo nella sua indagine...cioè ragazzi, parliamo dell'intero team di Google che decide di dedicare il suo tempo alla ricerca di un codice segreto, al momento in cui arrivano a rendere off limits Google per qualche minuto all'intero pianeta per dedicarsi alla sola ricerca di decodificare un codice, sempre per aiutare questi ragazzi. Capite che esiste un confine tra ciò che può essere inventato e risultare comunque credibile a ciò che porta il lettore ad allontanarsi dalla narrazione avvertendola come qualcosa di troppo lontano dalla realtà.

I momenti come quello citato sopra sono molteplici purtroppo. Potrei citarvi il momento in cui Clay arriverà a scoprire, non vi faccio grandi spoiler, che esiste un font, un font andato perduto da 500 anni che una confraternita sta cercando da secoli. Bene. Clay in poche ore riesce a trovarlo. Come? Fingendosi il proprietario di un museo, riesce a contattare l'archivio in cui è custodito richiedendone il prestito. Prestito che ottiene in pochi secondi senza dover effettuare alcuna verifica, controllo o compilazione di documenti. Se questo non bastasse Clay viene accompagnato nel magazzino di questo archivio dove può girare indisturbato da solo. Avrebbe potuto appropriarsi di qualsiasi cosa. Nessuno aveva fatto un controllo su di lui o sulla struttura dalla quale dichiarava di provenire. 

Come vi dicevo all'inizio la storia poteva essere buona, le basi per una trama originale a mio avviso c'erano, ma la storia è diventata troppo inverosimile in diversi punti andando a perdere quel componente che io cerco in avventure come questa. La possibilità di credere che possa esserci anche solo qualcosa di vero. Fosse anche l'esistenza del primo libro, della confraternita o di una libreria. Qui non ho trovato nulla a cui potessi credere.

                                                             IL MIO GIUDIZIO


IMPRONTE DAL LIBRO
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"Il legame tra il libro e il lettore è strettamente personale, dobbiamo basarci sulla fiducia reciproca"

"Tutti i più importanti segreti al mondo si trovano sotto il nostro naso"

"Sembra lo spiritello di un libro di fiabe, solo che il suo elemento naturale non è l'aria ma la fantasia."

Books in Train ➽ Agosto // La rubrica dedicata al disturbo dei lettori

Cari lettori,
con questa rubrica che inauguro oggi per la prima volta mi rivolgo a tutti quelli che hanno il mio stesso disturbo. Perchè lo so, che lo fate anche voi.
Sul treno, sull'autobus, nella sala d'attesa di un medico, in aereo... ovunque vi troviate se vedete qualcuno che sta leggendo un libro non potete non osservarlo per un istante. Perchè non è più solo un volto sconosciuto tra altri mille. Lui è un lettore.  Lui è come voi. Come noi.
Ecco che allora non è più solo una sagoma sfumata, notate  i capelli arricciati, gli occhiali un po' buffi che scendono dal naso, il trucco leggero quasi invisibile e ovviamente quel libro che tiene in mano.
Spesso capita che non riusciate a vederne il titolo, e lo so, questa cosa vi innervosisce da morire.
Ecco che allora con nonchalanche cercate di inclinare leggermente la testa, ma ancora non riuscite a scorgere il titolo con chiarezza. Solo qualche carattere indistinto. Aspettate qualche minuto sperando che lo chiuda, che cambi posizione, che faccia qualsiasi cosa possa permettervi di capire che diavolo di libro stia leggendo. Niente. Non lo fa. Ed ecco che allora riuscite a dare il meglio di voi girando la testa in un modo che nemmeno la bambina dell'esorcista nella scena più creepy del film potrebbe imitare.
E alla fine riuscite a vedere quel titolo.
Dio, che sollievo!

Bene, questa rubrica è dedicata a tutti voi, che siete un po' come me. Perchè quando avete accanto un lettore non potete non sentire di far parte dello stesso mondo e volete vedere in che mondo è immerso lui.

Nel mese di agosto ho quindi segnato nella mia fedele agenda, tutti i libri che scorgevo durante miei viaggi quotidiani in treno. Ve li propongo di seguito, con qualche informazione base dell'opera e un commento personale sulla mia lettura o mancata letture del libro stesso. Le copertine sono cliccabili e rimandano ad amazon (se disponibili) in modo che possiate ottenere delle informazioni aggiuntive o vedere il prezzo del libro stesso. 

Io di lettori ne incontro ogni giorno, e riescono sempre a strapparmi un sorriso, perchè come vi dicevo, so che facciamo parte dello stesso, meraviglioso, mondo.


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TITOLO: Cecità

AUTORE: Josè Saramago

TRAMA: In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace.

L'HO LETTO?  Si, ed è stato uno dei libri più belli che abbia mai letto. Non per la storia terribile che racconta, ma per il modo in cui è narrata e per la metafora che questo grande autore è riuscito a racchiudere tra le sue pagine. Uno dei libri che consiglio a tutti di leggere, nonostante sia un vero e proprio pugno nello stomaco. Trovate la recensione completa qui e la videorecensione qui.

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TITOLO: Il rosso e il nero

AUTORE: Stendhal

TRAMA: L'ascesa dell'apparente timido ma in realtà ambizioso e impulsivo Julien Sorel, i suoi amori tempestosi e l'improvviso dramma finale. Personaggi famosi, di straordinaria verità psicologica, nel primo capolavoro dello scrittore.



 L'HO LETTO? Ehmmmm...no. E' uno dei tanti classici che non ho mai affrontato. Devo essere sincera che non ha tra quelli che mi attira di più quindi non credo nemmeno che lo recupererò a breve.


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 TITOLO: Cocaina

AUTORE: Carlotto, Carofiglio, De Cataldo

TRAMA: La cocaina. Muove capitali immensi, costruisce imperi, distrugge, ricrea e plasma le coscienze. Rende tutti un po' più criminali. La cercano sia gli operai in fila all'alba in attesa di ingaggio nelle città del Nordest, sia l'insospettabile compagna o compagno della tua vita. In tempi di crisi, è generosa con chi sceglie di servirla. Ci segue come la nostra ombra, così evidente e normale che nessuno più la vede. E allora serve la letteratura per renderla di nuovo visibile. Tre storie che rimandano l'una all'altra, tre facce diverse e complementari dello stesso cristallo. Tre scrittori al meglio delle loro capacità, che ci divertono, turbano e costringono a riflettere.

L'HO LETTO? No. Questa avvolta ammetto di non averlo nemmeno mai sentito nominare. Leggendo la quarta di copertina però direi che posso passare.


TITOLO: Seppelite il mio cuore a Wounded Knee

AUTORE: Dee Brown

TRAMA: I pellerossa costituivano l'antistoria, l'ostacolo al trionfo della nuova civiltà; per di più non sapevano scrivere nella lingua dei bianchi. Eppure la loro fievole voce non é andata perduta del tutto: alcuni ricordi hanno resistito al tempo in virtù della tradizione orale o per mezzo delle pittografie; dai verbali degli incontri ufficiali é possibile desumere illuminanti testimonianze; nelle rarissime interviste raccolte da giornalisti sono reperibili suggestive ricostruzioni di celebri e sanguinosi avvenimenti; e da sperdute pubblicazioni dell'epoca l'opinione dei pellerossa é potuta giungere fino a noi. Dee Brown ha fatto solo la sua parte di storico: la raccolta delle fonti, l'esame critico, la stesura della narrazione.

L'HO LETTO? No. Non sapete la fatica che ho fatto per scorgere questo titolo lunghissimo. Non conoscevo questo libro e leggendo la quarta di copertina sono contenta di averlo scoperto. Sembra una ricostruzione storica davvero interessante e ben fatta.


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TITOLO: Per dieci minuti

AUTORE: Chiara Gamberale

TRAMA: Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima...

L'HO LETTO? No. Sapete che non ho mai letto niente di Chiara Gamberale? Ecco, questa è un'altra autrice che mi riprometto spesso di affrontare, e di questo libro ho sentito parlare davvero benissimo.


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TITOLO: Chirù

AUTORE: Michela Murgia

TRAMA: Quando Eleonora e Chirú s'incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di più. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono dall'arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico - li rende più complici. Eleonora non è nuova a quell'insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri...

L'HO LETTO? No. Ma ricordo di averne parlato in un book news di qualche mese fa. Non mi attirava cos'ì tanto all'epoca e nemmeno in questo momento se devo essere sincera...però c'è qualcosa che mi intriga...non so cosa sia, ma qualcosa c'è.


Questi sono i libri che leggevano i miei occasionali e sconosciuti compagni di viaggio. Poi sempre più spesso capita quella cosa. Capita che la persona davanti a noi non stia leggendo un libro cartaceo ma un libro su un e-reader. A quel punto non ci resta che guardarlo sconsolati, sapendo che non potremo mai sapere in quale meraviglioso mondo ha deciso di immergersi.

Recensione: Rebecca la prima moglie di Daphne Du Maurier

Ancora una volta un romanzo in cui l'ambientazione diventa protagonista assoluta. Manderley, la grande dimora della famiglia De Winter con la sua vista sul mare, sul giardino delle rose, con le sue grandi stanze e lunghi corridoi. Sarà lei ad accogliere voi e la giovane seconda moglie del signor De Winter. Sarà questa villa il luogo in cui camminerete con diffidenza sentendovi quasi degli estranei, e sarà in questa villa che sentirete costantemente una presenza, quella di Rebecca; la prima moglie del signor De Winter morta alcuni mesi prima in un tragico incidente in mare ma ancora viva nel ricordo delle persone che abitano in quella casa e in qualche modo anche nella casa stessa.



TITOLO: Rebecca la prima moglie
AUTORE: Daphne Du Maurier
EDITORE: Mondadori
ANNO: 1938



Il signor de Winter incontra una giovane ragazza a Monte Carlo. Una ragazza timida, impaurita dalla vita che per mantenersi lavora come dama di compagnia per la pettegola signora Van Hooper. In pochi giorni riescono in qualche modo a legare e quando lei improvvisamente deve ripartire per seguire la sua datrice di lavoro, lui le chiede di seguirlo, di sposarlo.
Mentre nella mente della giovane ragazza si disegnano meravigliose e idilliache immagini romantiche, nella realtà nulla va come aveva immaginato.
Niente abito bianco, niente damigelle, niente romanticisimo. Lui appare sempre lontano, come se la sua mente e il suo cuore si trovassero altrove.
La giovane sposa sa che egli ha perduto la moglie da poco, immagina quanto possa essere ancora ferito e turbato dall'accaduto ma non osa mai chiedergli nulla. Rebecca inizia così a entrare nella sua mente e nella sua immaginazione come un tarlo pericoloso. E la gelosia tesse la sua tela molto lentamente, con piccoli dettagli che ricama giorno dopo giorno.
Dalle persone che incontra che la descrivono "così diversa da Rebecca", dalla servitù, ancora così legata a quella padrona di casa bellissima, carismatica e affascinante, dalla casa stessa, ancora piena di oggetti che portano le sue iniziali e la sua presenza.

"Io avrei potuto lottar contro una viva, ma non pottevo lottar contro una morta." 


 


E' come se Rebecca in fondo non se ne fosse mai andata, e vincere in una lotta contro un fantasma è praticamente impossibile.
La sua inferiorià rispetto a Rebecca è percepibile fin dalla prosa, non abbiamo infatti un nome per la seconda moglie del Signor De Winter. L'unico nome femminile che troneggia nel romanzo è quello di Rebecca. Ne percepirete l'importanza, l'imponenza, l'irragiungibilità. E non potrete fare a meno di pronunciarlo in un sussurro.

"Ma Rebecca non sarebbe invecchiata mai. Rebecca non sarebbe mai mutata. E io non potevo lottare con lei. Era troppo forte per me."

Nel momento in cui arrivano a Manderley la giovane sposa incontrerà però un altro grande personaggio di questa storia. La signora Danvers, governante di Manderley. Donna terribilmente austera e rigida che guarda costantemete con odio e ripugnanza alla giovane donna che ha osato prendere il posto della sua amata padrona. Sarà uno dei personaggi più agghiaccianti e terribili di tutta questa tragica storia.
Una storia che continua in questo tormento vissuto dalla giovane sposa che si sente costantemente inadeguata a questa nuova vita, a questo nuovo mondo e a quel paragone che tutti sembrano fare.
C'è qualcosa però che dovrete scoprire, un terribile epilogo al quale non eravate preparati, e se anche arriverete a capire una parte del mistero vi assicurò che non avrete mai tutti i tasselli finche non sarà la stessa autrice a darveli.

Un dramma psicologico meraviglioso, con una prosa elegante e magnifica in grado di farvi percepire costantemente la presenza tetra e cupa di una persona che non c'è più.

IL MIO GIUDIZIO:

Recensione: Nel Bosco di Tana French

Un'amica di cui ti fidi ciecamente ti parla positivamente di un libro. Lo prendi in mano incuriosita e basta quella frase sulla copertina a conquistarti: "Nel bosco qualcosa sta aspettando..."
Come potrete immaginare dal fatto che state leggendo una recensione di quello stesso romanzo, non ho proprio saputo resistere e alla fine l'ho acquistato.


   TITOLO: Nel Bosco
 AUTORE: Tana French
 EDITORE: Mondadori
 PAGINE: 514




Un libro che si apre con una tragedia avvenuta diversi anni prima quando a Knocknaree, un piccolo paesino irlandese, tre bambini entrarono nel bosco adiacente la città. Nessuno di loro fece ritorno per diverse ore. Al tramonto i genitori iniziarono a preoccuparsi e, insieme a loro, altre persone del paese andarono a cercarli ma solo uno dei tre bambini venne ritrovato: Adam.

Lo trovarono in stato di scock con le unghie conficcate dalla paura nel tronco di un albero e tracce di sangue sui suoi vestiti, sangue che si scoprirà con gli esami successivi, apparteneva a qualcun altro.
Adam non ricorda nulla di quello che accade quel giorno, e anche adesso, quando la storia inizia a tessere la sua trama non ricorda nulla, e non gli interessa ricordare quei momenti. La sua vita è iniziata dopo il 1984, in un collegio inglese dove i genitori lo mandarono per permettergli di ricominciare una nuova vita.

Ora Adam è un uomo di 35 anni, un detective della omicidi che è costretto a tornare in quel paesino dell'Irlanda per indagare sulla morte strana e inquietante di una bambina di 12 anni. Era stata rirovata una mattina da un archeologo all'ingresso di quello stesso bosco, posta su una pietra di uno scavo archeologico al quale stava lavorando.
Vi troverete quindi a seguire due casi paralleli, uno vecchio più di vent'anni, del quale coglierete solo qualche piccolissima informazione nel corso della lettura, e questo omicidio, che sarà la storia principale che andrete a seguire.

La cosa più bella di questa storia è l'incredibile caratterizzazione dei personaggi che ha saputo fare la French. Erano tridimensionali, palpabili e vivi. Raramente ho trovato un thriller così ben caraterizzato da questo punto di vista.
Ma...c'è un "ma" enorme come una casa. Alla fine del libro vorrete sì, sapere cosa sia successo a quella ragazzina di 12 anni, ma ancora di più capire che diavolo era successo vent'anni prima in quel bosco e che fine abbiano fatto i due bambini spariti nel nulla.
Purtroppo arriverete a scoprire la verità circa solo di uno dei due misteri. Per l'altro non c'è soluzione, non in questo libro almeno.

Mi hanno detto che la storia prosegue in altri libri ma non ho trovato riscontro in rete quindi non so darvi purtroppo informazioni precise, ma spero vivamente che ci sia una fine a questo mistero, vsito che a distanza di settimane mi capita ancora di pensarci chiedendomi che cavolo sia effettivamente successo.
Questo indubbiamente dimostra quanto sia stata brava l'autrice a descriverlo.

Se non vi importa che uno dei misteri che vorreste dissipare non trovi soluzione e se saprete tenere a bada la vostra curiosità vi assicuro che questo libro vi regalerà davvero una buona storia con dei personaggi fantastici.
Da curiosa cronica quale sono, ci sono rimasta troppo, troppo male nel vedere che il mistero non trovava una soluzione.

IL MIO GIUDIZIO



 IMPRONTE DAL LIBRO
"La regina di una favola lasciata sola nella torre a piangere la sua principessa perduta."

"La vittima è la persona che non conoscerai mai. Una somma di immagini riflesse attraverso le parole di altre persone."

"A Little Life" di Hanya Yanagihara arriva in Italia con il titolo "Una vita come tante"

L'ho scoperto questa mattina grazie ad un follower, al quale farò presto un monumento, e non vedevo l'ora di condividere la notizia con voi! Il 27 ottobre uscirà finalmente anche in Italia "A Little Life" di Hanya Yanagihara.
Voi non potete immaginare da quanti mesi io stia aspettando l'uscita di questo libro!



 Titolo: Una vita come tante
 Editore: Sellerio
 Pagine: 980




Finalista al Man Booker Prize 2015, acclamato dalla critica e
ancora di più dai lettori, "A Little Life" tradotto orribilmente in Italiano "una vita come tante", è stato definito un libro straziante, crudele ma pieno di amore per la vita e per l'uomo.
Mi fido molto di questo premio letterario e ancora di più del giudizio di alcune mie persone di fiducia che, masticando bene l'inglese, hanno avuto la fortuna di leggerlo in lingua originale.
Lo hanno amato e hanno condiviso con me tutto il trasporto che hanno provato leggendo questo romanzo, mentre io le guardavo con invidia e curiosità.

Non avendolo letto non so dirvi ancora molto in merito alla trama se non che segue la vita di 4 ragazzi che si conoscono al college e che instaurano una solida amicizia.
Detta così sembra un libro banalissimo lo so, ma credetemi che l'entusiasmo e il pathos con cui me ne hanno parlato mi hanno lasciato una grande aspettativa!
Devo essere sincera, mi sono stupita quando ho saputo che in Italia era stata la Sellerio ad acquistarne i diritti. Non so perchè ma non riuscivo ad immaginarlo edito da quella casa editrice, non lo vedevo adatto al loro catalogo forse, non lo so.
Pregiudizi, semplicemente questo.

Come potete vedere dall'immagine che ho postato in alto hanno deciso di mantenere in copertina l'immagine presente anche in quella orginale, scelta che personalmente apprezzo sempre molto, anche in casi come questi in cui l'immagine non mi fa impazzire.
Al contrario invece mi dispiace enormemente che abbiano deciso di cambiare il titolo. Non vedo la necessità di tradurre sempre il titolo in Italiano. E' una cazzata lo so, però mi ero abituata a sentirlo come "A Little Life".
Sì, io "sento" i libri.
E' già prenotabile su Amazon ma giuro che mi darò un minimo di contegno e dimostrerò di essere una persona forte che non cade in tentazione!
Faccio un saltino giusto a vedere quanto costa :P

Recensione: "Io dopo di te" di JoJo Moyes

Ci sono libri che si concludono in un modo perfetto. Magari non hanno il lieto fine che speravamo, magari ci siamo arrabbiati con l'autrice per  averci spezzato il cuore, ma nonostante tutto la storia aveva un suo finale e i cerchi venivano chiusi.
Ci sono storie per le quali sentiamo la necessità di sapere qualcosa di più, di sapere che strade hanno intrapreso i personaggi, di sapere come sono cresciuti, cos è accaduto loro dopo un determinato evento, e ci sono storie che credo debbano rimanere in qualche modo sospese nel tempo e nello spazio. Senza un prima e un dopo. 
"Io prima di te" è una di queste storie.





Titolo: Dopo di te
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori
Pagine: 380




Non tornerò sul primo libro della duologia dato che ve ne ho già ampiamente parlato qui. Quello che posso dire è che non sentivo la necessità di dare un seguito a quella storia che per me era perfetta così com'era. Ho percepito "Dopo di te" estremamente tirato, come se servissero degli escamotage per poter andare avanti, per poter avere ancora qualcosa da raccontare che non fosse una normale storia d'amore.
L'autrice fortunatamente per noi però ha un dono; quello di saper scrivere intrattenendo senza mai annoiare. Ha una scrittura coinvolgente che ti porta a lasciarti trascinare per centinaia di pagine senza che tu te ne renda conto. Ha una scrittura semplice ma bellissima proprio per questa semplicità. Riesce a penetrarti dentro e farti sentire tue certe emozioni e certi pensieri.
Anche in questo caso quindi, nonostante la storia della ragazzina sia inverosimile non risulta mai pesante, sia per questa capacità della Moyes, sia per la familiarità che hai con i personaggi.

La storia riprende dal punto in cui ci si era interrota. Avevamo lasciato Louisa in un bar a Parigi con l'ultima lettera di Will tra le mani. Una lettera in cui la spronava ad uscire dal guscio, a vivere finalmente quella vita che aveva sempre vissuto a metà. Ritroviamo però una ragazza distrutta dal dolore, incapace di dimenticare la persona che amava, incapace di lasciarlo andare, e incapace di non porsi quella domanda: "E se avessi fatto qualcosa in più"?

"Restai in attesa di tornare a sentirmi viva, Nove mesi dopo stavo ancora aspettando."

La sua vita si divide tra un piccolo e squallido appartamento e un altrettanto triste lavoro in un bar dell'aeroporto finchè... un giorno una ragazza di 16 anni non suona alla sua porta affermando di essere la figlia di Will. Una figlia che lui non sapeva di avere.
Questa è l'idea che ho trovato più tirata, così come tutta la storia che ruota attorno a questa ragazza di 16 anni. 
Ho visto troppe volte usare questo espediente per tenere viva l'attenzione dimostrando di avere ancora qualcosa da raccontare. L'ho visto nell'ultima stagione di Ally McBeal, quando appare alla sua porta una figlia che lei non sapeva di avere, l'ho visto in Gilmore Girls, quando una ragazzina si presenta a Luke come sua figlia...insomma è una carta che ho visto giocare molte volte e che mi ha fatto sempre storcere un po' il naso. Ho sempre percepito questa scelta troppo tirata, e anche questo caso non fa eccezione.

Iniziano quindi una serie di disavventure con questa adolescente per nulla mansueta. Una ragazza che vuole conoscere i suoi nonni, persone che non ha mai visto, e con le quali però vorrebbe abitare per poter allontanarsi da sua madre, una donna con la quale ha un pessimo rapporto. Questo è uno dei tanti comportamenti che ha contribuito a farmi percepire inverosimile tutta la vicenda. Per quanto queste persone fossero dei parenti della ragazza, rimangono comunque degli estranei, due persone che lei ha visto per pochi minuti e delle quali non sa nulla. Trovo difficile immaginare che una ragazzina di 16 anni potrebbe comportarsi in questo modo.
Il personaggio di Sam, altra new entry, mi è invece piaciuto davvero molto così come la storia d'amore con Louisa. Una storia in cui Lou è sempre sulla difensiva, non vuole considerarla una relazione, non può farlo perchè a quel punto la sua felicità sarà di nuovo nelle mani di un'altra persona. Una persona che potrebbe lasciarla sola di nuovo. Ma non sempre si può decidere quando innamorarsi di qualcuno.

"Era la risposta  a una domanda che non mi ero nemmeno accorta di essermi posta."



Come vi dicevo all'inizio la Moyes scrive davvero bene e ha la capacità di farti percepire le paure e i timori di una ragazza che non riesce a superare un lutto e che non riesce a lasciarsi andare ad un nuova storia per  paura di perdere di nuovo qualcuno.


"D'un tratto fui grata di avere un uomo solido al mio fianco, in un mondo in cui era così facile cadere."

Non posso assolutamente dire che la storia non mi sia piaciuta, che abbia faticato ad andare avanti, che non abbia trovato piacevole la lettura. Quello che posso dire però è che certe cose sono perfette così come sono. Non serve aggiungere altro.

IL MIO VOTO:



 IMPRONTE DAL LIBRO

"Mi manca quella possibilità di andare da lui e chiedergli "cosa ne pensi?"

"Nessuno può guardare avanti senza gettare uno sguardo indietro."

"Le Sorelle" di Claire Douglas ❣ Add to Wishlist

Rubrica che non ho ancora avuto modo di presentarvi dato che è tra le novità di questa nuova grafica con cui ho vestito il mio blog da qualche giorno.
Ogni tanto un cambio d'abito ci vuole e in questo caso anche di contenuti per cercare di gestire in modo più ordinato e puntuale le mie idee attraverso delle nuove rubriche. Vi presenterò meglio il blog e le nuove rubriche che ho introdotto in un video su youtube molto presto, ma intanto andiamo a questa rubrica: Add to wishlist.

Io aggiungo libri alla lista desideri di anobii e ai carrelli dei siti in modo maniacale. Sì, sono malata. Mi chiamo Leda e aggiungo "cose" ai carrelli. Spesso queste cose sono libri.
A volte però mi ritrovo a pensare spesso ad un libro particolare, o me lo ritrovo continuamente davanti quasi il destino stia cercando di mandarmi dei segnali, o semplicemente sento che non posso vivere un giorno di più senza comprarlo. 
Ecco, quei libri che vorrei tanto, tanto ma tanto leggere finiranno in questa rubrica. Così ci faremo del male insieme, leggeremo la trama e vi riporterò il parere generale dei lettori e, soprattutto, se qualcuno di voi lo avrà già letto mi dirà cosa ne pensa.

Il primo libro che aggiungo a questa lista è uscito da poco nelle librerie e il suo poster mi fa l'occhiolino dalla vetrina della mondadori ogni giorno che vado a prendere il treno per tornare a casa.
Parlo di "Sorelle" di Claire Douglas. 


Titolo: Sorelle
Autrice: Claire Douglas
Editrice: Nord
Anno: 2016
Pagine: 333






 _____________________ TRAMA _________________

Thriller psicologico osannato dalle grandi testate brittaniche che lo hanno definito l'esordio dell'anno.  Un romanzo che punta lente su Abi, una ragazza che ha lasciato ogni cosa dopo la morte di Lucy, sua sorella gemella. Trasferita in una nuova città incontra Bea che sembra la prima persona in grado di capirla davvero. Anche Bea ha un gemello e nessuno quindi, come lei, può capire cosa si può provare nel perdere una parte di te. Ma c'è qualcosa di strano. Inizia a trovare fotografie strappate e oggetti che spariscono dalla sua stanza, ed è a quel punto che inizia a temere che qualcuno abbia scoperto il suo segreto.

Non so cosa mi abbia colpita così tanto sarò sincera. La copertina, i colori o forse quelle parole segnate in basso "Una mente, una è morta".
"Tutto qui?" mi direte voi "basta così poco per ammaliarti?" ehhhh sono una persona semplice! E' questione di alchimia. Non saprei spiegarvelo diversamente.

Quello che mi spaventa è che nella maggior parte dei casi questo impulso mi ha portata a prendere delle gigantesche cantonate. I libri migliori li ho scoperti seguendo i consigli di persone fidati, salvo rarissimi casi, i miei impulsi non hanno portato a nulla di buono.
E questa volta sembra non fare eccezione dato che i primi blog in cui viene recensito lo descrivono in modo piuttosto freddo.
Illuminatemi voi...lo avete letto? Ne vale la pena?