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Una vita come tante di Hanya Yanagihara - Recensione



Non sarete mai pronti ad affrontare questo libro. Per quanto pensiate di esserlo vi garantisco che non siete preparati al dolore che vi aspetta. E' un dolore quasi continuo, vi lascerà dei rari momenti di tranquillità che saranno comunque sempre pervasi da una lontana malinconia e da una strana sensazione di rassegnazione. 
Uno dei libri più belli, intensi e devastanti che abbia mai letto.


TITOLO: Una vita come tante
AUTORE: Hanya Yanagihara
EDITORE: Sellerio
PAGINE: 1094






Riassumere una storia di questa portata non è semplice e sono certa che non riuscirò rendere giustizia a questo libro. Un romanzo che nelle sue quasi 1100 pagine racconta l'amicizia, l'amore e la vita di quattro persone, quattro ragazzi che seguirete per trent'anni della loro vita.
Malcom, giovane rampollo di una ricca famiglia, da sempre alla ricerca del consenso e dell'approvazione dei suoi genitori che riesce col tempo a diventare un importante e affermato architetto.
JB un ragazzo gay di colore con la passione per l'arte e l'ambizione di poter diventare un artista di fama internazionale. Tra i quattro è sicuramente quello con il carattere e il temperamento più forte e prepotente.
Willem, il più gentile e altruista dei quattro ragazzi, figlio di genitori freddi e distaccati, lavora in un ristorante nel tentativo di poter un giorno diventare un attore.
Jude, il più misterioso dei quattro amici. Un avvocato di successo con un passato nebuloso che tenterete di ricostruire tassello dopo tassello cercando inutilmente di non annegare nel suo stesso dolore.
Quello che voi sapete per centinaia di pagine è solo che nel passato di Jude è successo qualcosa di terrificante. Qualcosa che lo ha portato ad avere dei problemi fisici evidenti e che lo costringono a camminare con palese difficoltà e ad essere dilaniato spesso da dei dolori alla schiena disumani.

"Camminavi prima?" chiese Malcom, come se ora non camminasse più. La domanda gli provocò tristezza e imbarazzo: quello che per lui era camminare, per gli altri sembrava non esserlo. "

Nessuno sa da che cosa siano stati provocati e che cosa sia successo nella sua vita prima di arrivare al college dove si sono conosciuti i quattro ragazzi. Lui non ne ha mai voluto parlare e loro non hanno mai insistito per conoscere la verità. E vi assicuro che la verità è terrificante.

Saranno gli ultimi due ragazzi quelli che seguirete con maggiore interesse, Jude in particolare sarà quello che si farà strada lentamente dentro di voi. Questo libro ha una caratterizzazione dei personaggi che è qualcosa di straordinario, non si limita a mostrarveli ma riesce a farveli sentire, a farli vivere con voi. E nessuno, nessuno vorrebbe vivere la vita di Jude.
Ci sono pagine in cui vorrete solo andare oltre quel capitolo, vi sentirete in apnea e andrete avanti a leggere solo per tornare al presente, per lasciare quel ricordo, quel passato, quel racconto che non è insostenibile solo per lui ma anche per voi.
Credetemi non sto esagerando, percepirete il peso di un ricordo devastante e non vorrete riviverlo così come non vuole riviverlo Jude.

Una storia che scava nell'anima dei personaggi come non avevo mai visto fare fino a questo momento. La vita presente di Jude è piena di amici, affetto e amore, ma nonostante questo non riuscirete ad apprezzarlo come non c'è riuscito lui. Resterete focalizzati esclusivamente sul suo passato, incapaci di cogliere il riscatto che ha avuto la sua vita, come se, nonostante tutto, l'ombra della sua infanzia non se ne fosse mai andata, come se niente possa mai cancellare quello che è successo permettendogli di condurre una vita normale.

La cosa assolutamente disarmante è che per 1000 pagine ti prepari psicologicamente a leggere un determinato finale, vi assicuro che vi aspettate che accada una sola cosa, sembra quasi scritto tra le righe...bhe le avevo interpretate nel modo sbagliato quelle righe e, un po' come nella vita vera, le cose non vanno come ti sei aspettato e in una sola pagina questo romanzo riesce letteralmente a distruggerti. Nessuno era mai riuscito a "bloccarmi" con gli occhi sbarrati per cinque minuti davanti ad una riga. Nessun libro prima di questo.

Dal punto di vista narrativo il libro è scritto davvero molto bene, trattandosi del racconto di una vita non aspettatevi ovviamente i colpi di scena o una trama incalzante, ma nonostante questo non è risultato mai, mai, mai noioso o lento. E vi assicuro che io sono particolarmente sensibile sull'argomento. Ci sono parti che sono di una bellezza disarmante, provo a riportarvene una che mi ha lasciato senza parole:

"Riconosco che quello per un figlio è un amore singolare, un amore che non si fonda sull'attrazione fisica , sul piacere, sull'intelletto, ma sulla paura. Non conosci la paura finchè non hai un figlio, e forse è questo che ce lo fa sembrare un amore così straordinario: perchè la paura è straordinaria. Lo tenevo stretto tra le braccia e pensavo a quanto fosse assurdo che mio figlio, qualunque figlio, potesse aspettarsi di sopravvivere in questa vita.
E quando tuo figlio muore provi tutte le emozioni che ti aspettavi di provare e a quel punto, non ti rimane più niente di cui aver paura."


Ho deciso di riportarvi questa parte ma la storia è disseminata di riflessioni di questo tipo, riflessioni che non sono i classici aforismi scontati da baci perugina che capeggiano in molti libri, ma pensieri che ti spingono a rileggere il testo, a pensare a quello che hai letto e a prenderti del tempo per farlo sedimentare dentro di te. Perchè vi garantisco che questo libro cambierà un po' di quello che siete.

IL GIUDIZIO




DAL TESTO

"La consapevolezza che le persone a cui vuole bene sono più fragili delle altre e gli sono state concesse in prestito fino a quanto qualcuno o qualcosa non verrà a reclamarle."

"Prendere atto della mia disabilità sarebbe come cedere al Dr. Trayloe e ammettere che è stato lui a decidere quale forma avrebbe assunto la mia vita."



Recensione: Ladra di Sarah Waters

"Sarà distratta dalla macchinazione in cui la attirerò. Farà come tutti, mettendo nelle cose che vede le spiegazioni che si aspetta di trovarvi." 
Leggendo queste parole nel corso della lettura sarete convinte che si riferiscano solo a uno dei personaggi, ma prestate attenzione, perchè quelle parole sono rivolte anche a voi, che cadrete involontariamente vittima delle trappole di questa autrice, arrivando a vedere solo ciò che vi aspettate di vedere.
Quando capirete l'inganno però per voi sarà già troppo tardi. Vi dico solo una cosa...nessuno è come sembra.


TITOLO: Ladra
AUTORE: Sarah Waters
EDITORE: Tea
PAGINE: 510


"Ladra" Viene definito e catalogato come un romanzo erotico, più precisamene un romanzo lesbico neovittoriano. Definizione che per quanto mi riguarda, trovo decisamente troppo stretta e riduttiva per una storia meravigliosa come quella che ci ha offerto Sara Waters.
Esiste un'attrazione, un'attrazione mentale e fisica tra le due protagoniste. Due ragazze unite da un destino che è stato deciso ben prima della loro nascita.

Susan è una ladra, una ragazza povera cresciuta nella Londra vittoriana del 1862. Abita con una famiglia adottiva che vive di piccoli espedienti. L'altra ragazza è Maud, vive in una grande villa fuori Londra con lo zio che l'ha accolta dopo la morte di sua madre perchè potesse diventare la sua segretaria. 
Entrambe orfane, entrambe prigioniere di una vita troppo miserabile.

Susan viene coinvolta in un losco affare da Gentleman, un uomo che le propone di diventare la cameriera personale di una ricca ereditiera, Maud appunto, per aiutarlo a farla innamorare e convincerla a fuggire con lui. Quando lo avrà sposato divideranno la sua eredità facendo passare la povera ragazza per pazza e rinchiudendola in manicomio.

Le cose però non vanno esattamente come Susan aveva previsto. Tra le due ragazze, così diverse, nasce un'intesa. Vedrete come nasce un'attrazione, come cambiano le attenzioni di una persona verso un'altra, come possono mutare i sentimenti. La Waters lo descrive in un modo incredibile.

Viene definito come un romanzo erotico perchè ovviamente all'interno della storia è presente una scena di sesso, ma posso dirvi che si tratta di un'unica scena pregna di significato e perfettamente contestualizzata. Una scena bellissima tra l'altro.

Uno dei punti di forza di questo libro è nella scelta dell'autrice di farvi vivere la storia dai punti di vista di entrambe le ragazze. Questo renderà la caratterizzazione dei personaggi davvero completa ai vostri occhi. Persoanggi tridimensionali e umani. Non troverete personaggi completamente buoni o cattivi. Vi dico che arriverete ad odiarli e amarli tutti indistintamente.
Altro dettaglio non da poco è l'ambientazione vittoriana perfettamente ricostruita. La Londra che troverete tra queste pagine mi ha ricordato moltissimo quella raccontata da Michel Faber ne "Il petalo cremisi e il bianco". Una Londra divesa da quella tutta pizzi e merletti dei romanzi della Austen, una Londra che ti mostra il suo lato più povero e miserabile che si nasconde all'ombra dell'apparenza borghese. Persino nei salotti delle grandi ville si nasconde la corruzione e la miseria, una corruzione che assume il volto di una ragazza costretta a leggere sera dopo sera libri erotici a vecchi appassionati della letteratura di genere.

La copertina italiana è estremamente evocativa. Al pricipio non vi dirà nulla l'immagine dei guanti abbandonati sopra un vecchio libro, ma quando chiuderete l'ultima pagina non potrete non sfiorarli con la punta delle dita ricordando a chi apprtenevano e che cosa rappresentavano.

IL MIO GIUDIZIO


 QUOTES


"Sarà distratta dalla macchinazione in cui la attirerò. Farà come tutti, mettendo nelle cose che vede le spiegazioni che si aspetta di trovarvi." 


"E' pieno di tutte le parole che esprimono come ti voglio..."

"Le ragazze"di Emma Cline è già un caso editoriale

In Italia uscirà il 27 settembre per Einaudi ed è già stato acclamato come il caso editoriale dell'anno. In America invece ha già fatto parlare di sè quando, nel mese di giugno è entrato negli scaffali delle librerie piazzandosi in poco tempo in vetta alle classifiche dei libri più venduti.

Libro di un'autrice esordiente che è stato conteso dai più grandi editori oltreoceano e del quale Scott Rudin ha già acquistato i diritti.
Inutile dire che se queste sono le premesse la mia aspettativa rispetto a questo romanzo è decisamente elevata cosa che mi porta a desiderare di leggere questa storia al più presto, ma che mi spinge anche a guardarla con un pizzico di paura. Ce l'ho sempre quando si crea attorno ad un libro un caso mediatico.

Io ho scoperto l'esistenza di questo romanzo grazie ad una cara amica, che in realtà è anche il mio GURU per quanto riguarda le letture. Mi ha sempre consigliato dei libri che poi sono diventati delle piccole perle per me. Quindi, anche in questo caso, mi fido ciecamente del suo giudizio e acquisterò il volume il giorno stesso della sua uscita.


TITOLO: Le ragazze
AUTORE: Emma Cline
EDITORE: Einaudi
DATA PUBBLICAZIONE: 27 Settembre 2016
PAGINE: 699


 

Di cosa parla "Le ragazze"? non lasciatevi ingannare dal titolo così semplice e dalla copertina che potrebbero far pensare ad una sorta di chick lit perchè non ha davvero nulla a che fare con questa tipologia di romanzi.
La storia ruota attorno a Evie Boyd, una ragazza di 14 anni che si invaghisce della 19enne Suzanne e che prova un'attrazione morbosa per le ragazze che vede al parco. Vorrebbe diventare una di loro, entrare in quel gruppo che vede e percepisce così lontano. Sarà proprio questo desiderio che la spingerà a vivere nella comune in cui vivono queste ragazze. Una comune posta sotto il controllo di Russel. Una storia che mostra dove può portare il desiderio di essere accettati e approvati specialmente in un periodo particolarmente delicato della propria vita.

Nel descrivere il personaggio di Russel e della sua comune sembra che l'autrice si sia liberamente ispirata a Charles Manson e al famoso fatto di cronaca nera che ha visto tra le vittime anche la giovane moglie del regista Polansky incinta di 8 mesi. Differentemente da questa storia di cronaca, la protagonista del romanzo non si invaghisce però di Russel ma di Suzanne...

L'AUTRICE

 Emma Cline è una giovane ragazza di 27 anni originaria della California. Vive a New York dove ha da poco pubblicato il suo primo romanzo "The Girls" che ha immediatamente scalato le classifiche piazzandosi al secondo posto dopo Stephen King.
Già definita l'autrice rivelazione dell'anno con una scrittura ammaliante che non ha nulla da invidiare ai più grandi e famosi scrittori.

Ci vediamo prestissimo cara Emma Cline. Non vedo l'ora di leggere questo romanzo.





Books in Train ➽ Agosto // La rubrica dedicata al disturbo dei lettori

Cari lettori,
con questa rubrica che inauguro oggi per la prima volta mi rivolgo a tutti quelli che hanno il mio stesso disturbo. Perchè lo so, che lo fate anche voi.
Sul treno, sull'autobus, nella sala d'attesa di un medico, in aereo... ovunque vi troviate se vedete qualcuno che sta leggendo un libro non potete non osservarlo per un istante. Perchè non è più solo un volto sconosciuto tra altri mille. Lui è un lettore.  Lui è come voi. Come noi.
Ecco che allora non è più solo una sagoma sfumata, notate  i capelli arricciati, gli occhiali un po' buffi che scendono dal naso, il trucco leggero quasi invisibile e ovviamente quel libro che tiene in mano.
Spesso capita che non riusciate a vederne il titolo, e lo so, questa cosa vi innervosisce da morire.
Ecco che allora con nonchalanche cercate di inclinare leggermente la testa, ma ancora non riuscite a scorgere il titolo con chiarezza. Solo qualche carattere indistinto. Aspettate qualche minuto sperando che lo chiuda, che cambi posizione, che faccia qualsiasi cosa possa permettervi di capire che diavolo di libro stia leggendo. Niente. Non lo fa. Ed ecco che allora riuscite a dare il meglio di voi girando la testa in un modo che nemmeno la bambina dell'esorcista nella scena più creepy del film potrebbe imitare.
E alla fine riuscite a vedere quel titolo.
Dio, che sollievo!

Bene, questa rubrica è dedicata a tutti voi, che siete un po' come me. Perchè quando avete accanto un lettore non potete non sentire di far parte dello stesso mondo e volete vedere in che mondo è immerso lui.

Nel mese di agosto ho quindi segnato nella mia fedele agenda, tutti i libri che scorgevo durante miei viaggi quotidiani in treno. Ve li propongo di seguito, con qualche informazione base dell'opera e un commento personale sulla mia lettura o mancata letture del libro stesso. Le copertine sono cliccabili e rimandano ad amazon (se disponibili) in modo che possiate ottenere delle informazioni aggiuntive o vedere il prezzo del libro stesso. 

Io di lettori ne incontro ogni giorno, e riescono sempre a strapparmi un sorriso, perchè come vi dicevo, so che facciamo parte dello stesso, meraviglioso, mondo.


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TITOLO: Cecità

AUTORE: Josè Saramago

TRAMA: In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace.

L'HO LETTO?  Si, ed è stato uno dei libri più belli che abbia mai letto. Non per la storia terribile che racconta, ma per il modo in cui è narrata e per la metafora che questo grande autore è riuscito a racchiudere tra le sue pagine. Uno dei libri che consiglio a tutti di leggere, nonostante sia un vero e proprio pugno nello stomaco. Trovate la recensione completa qui e la videorecensione qui.

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TITOLO: Il rosso e il nero

AUTORE: Stendhal

TRAMA: L'ascesa dell'apparente timido ma in realtà ambizioso e impulsivo Julien Sorel, i suoi amori tempestosi e l'improvviso dramma finale. Personaggi famosi, di straordinaria verità psicologica, nel primo capolavoro dello scrittore.



 L'HO LETTO? Ehmmmm...no. E' uno dei tanti classici che non ho mai affrontato. Devo essere sincera che non ha tra quelli che mi attira di più quindi non credo nemmeno che lo recupererò a breve.


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 TITOLO: Cocaina

AUTORE: Carlotto, Carofiglio, De Cataldo

TRAMA: La cocaina. Muove capitali immensi, costruisce imperi, distrugge, ricrea e plasma le coscienze. Rende tutti un po' più criminali. La cercano sia gli operai in fila all'alba in attesa di ingaggio nelle città del Nordest, sia l'insospettabile compagna o compagno della tua vita. In tempi di crisi, è generosa con chi sceglie di servirla. Ci segue come la nostra ombra, così evidente e normale che nessuno più la vede. E allora serve la letteratura per renderla di nuovo visibile. Tre storie che rimandano l'una all'altra, tre facce diverse e complementari dello stesso cristallo. Tre scrittori al meglio delle loro capacità, che ci divertono, turbano e costringono a riflettere.

L'HO LETTO? No. Questa avvolta ammetto di non averlo nemmeno mai sentito nominare. Leggendo la quarta di copertina però direi che posso passare.


TITOLO: Seppelite il mio cuore a Wounded Knee

AUTORE: Dee Brown

TRAMA: I pellerossa costituivano l'antistoria, l'ostacolo al trionfo della nuova civiltà; per di più non sapevano scrivere nella lingua dei bianchi. Eppure la loro fievole voce non é andata perduta del tutto: alcuni ricordi hanno resistito al tempo in virtù della tradizione orale o per mezzo delle pittografie; dai verbali degli incontri ufficiali é possibile desumere illuminanti testimonianze; nelle rarissime interviste raccolte da giornalisti sono reperibili suggestive ricostruzioni di celebri e sanguinosi avvenimenti; e da sperdute pubblicazioni dell'epoca l'opinione dei pellerossa é potuta giungere fino a noi. Dee Brown ha fatto solo la sua parte di storico: la raccolta delle fonti, l'esame critico, la stesura della narrazione.

L'HO LETTO? No. Non sapete la fatica che ho fatto per scorgere questo titolo lunghissimo. Non conoscevo questo libro e leggendo la quarta di copertina sono contenta di averlo scoperto. Sembra una ricostruzione storica davvero interessante e ben fatta.


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TITOLO: Per dieci minuti

AUTORE: Chiara Gamberale

TRAMA: Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima...

L'HO LETTO? No. Sapete che non ho mai letto niente di Chiara Gamberale? Ecco, questa è un'altra autrice che mi riprometto spesso di affrontare, e di questo libro ho sentito parlare davvero benissimo.


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TITOLO: Chirù

AUTORE: Michela Murgia

TRAMA: Quando Eleonora e Chirú s'incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di più. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono dall'arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico - li rende più complici. Eleonora non è nuova a quell'insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri...

L'HO LETTO? No. Ma ricordo di averne parlato in un book news di qualche mese fa. Non mi attirava cos'ì tanto all'epoca e nemmeno in questo momento se devo essere sincera...però c'è qualcosa che mi intriga...non so cosa sia, ma qualcosa c'è.


Questi sono i libri che leggevano i miei occasionali e sconosciuti compagni di viaggio. Poi sempre più spesso capita quella cosa. Capita che la persona davanti a noi non stia leggendo un libro cartaceo ma un libro su un e-reader. A quel punto non ci resta che guardarlo sconsolati, sapendo che non potremo mai sapere in quale meraviglioso mondo ha deciso di immergersi.

Recensione: "Io dopo di te" di JoJo Moyes

Ci sono libri che si concludono in un modo perfetto. Magari non hanno il lieto fine che speravamo, magari ci siamo arrabbiati con l'autrice per  averci spezzato il cuore, ma nonostante tutto la storia aveva un suo finale e i cerchi venivano chiusi.
Ci sono storie per le quali sentiamo la necessità di sapere qualcosa di più, di sapere che strade hanno intrapreso i personaggi, di sapere come sono cresciuti, cos è accaduto loro dopo un determinato evento, e ci sono storie che credo debbano rimanere in qualche modo sospese nel tempo e nello spazio. Senza un prima e un dopo. 
"Io prima di te" è una di queste storie.





Titolo: Dopo di te
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori
Pagine: 380




Non tornerò sul primo libro della duologia dato che ve ne ho già ampiamente parlato qui. Quello che posso dire è che non sentivo la necessità di dare un seguito a quella storia che per me era perfetta così com'era. Ho percepito "Dopo di te" estremamente tirato, come se servissero degli escamotage per poter andare avanti, per poter avere ancora qualcosa da raccontare che non fosse una normale storia d'amore.
L'autrice fortunatamente per noi però ha un dono; quello di saper scrivere intrattenendo senza mai annoiare. Ha una scrittura coinvolgente che ti porta a lasciarti trascinare per centinaia di pagine senza che tu te ne renda conto. Ha una scrittura semplice ma bellissima proprio per questa semplicità. Riesce a penetrarti dentro e farti sentire tue certe emozioni e certi pensieri.
Anche in questo caso quindi, nonostante la storia della ragazzina sia inverosimile non risulta mai pesante, sia per questa capacità della Moyes, sia per la familiarità che hai con i personaggi.

La storia riprende dal punto in cui ci si era interrota. Avevamo lasciato Louisa in un bar a Parigi con l'ultima lettera di Will tra le mani. Una lettera in cui la spronava ad uscire dal guscio, a vivere finalmente quella vita che aveva sempre vissuto a metà. Ritroviamo però una ragazza distrutta dal dolore, incapace di dimenticare la persona che amava, incapace di lasciarlo andare, e incapace di non porsi quella domanda: "E se avessi fatto qualcosa in più"?

"Restai in attesa di tornare a sentirmi viva, Nove mesi dopo stavo ancora aspettando."

La sua vita si divide tra un piccolo e squallido appartamento e un altrettanto triste lavoro in un bar dell'aeroporto finchè... un giorno una ragazza di 16 anni non suona alla sua porta affermando di essere la figlia di Will. Una figlia che lui non sapeva di avere.
Questa è l'idea che ho trovato più tirata, così come tutta la storia che ruota attorno a questa ragazza di 16 anni. 
Ho visto troppe volte usare questo espediente per tenere viva l'attenzione dimostrando di avere ancora qualcosa da raccontare. L'ho visto nell'ultima stagione di Ally McBeal, quando appare alla sua porta una figlia che lei non sapeva di avere, l'ho visto in Gilmore Girls, quando una ragazzina si presenta a Luke come sua figlia...insomma è una carta che ho visto giocare molte volte e che mi ha fatto sempre storcere un po' il naso. Ho sempre percepito questa scelta troppo tirata, e anche questo caso non fa eccezione.

Iniziano quindi una serie di disavventure con questa adolescente per nulla mansueta. Una ragazza che vuole conoscere i suoi nonni, persone che non ha mai visto, e con le quali però vorrebbe abitare per poter allontanarsi da sua madre, una donna con la quale ha un pessimo rapporto. Questo è uno dei tanti comportamenti che ha contribuito a farmi percepire inverosimile tutta la vicenda. Per quanto queste persone fossero dei parenti della ragazza, rimangono comunque degli estranei, due persone che lei ha visto per pochi minuti e delle quali non sa nulla. Trovo difficile immaginare che una ragazzina di 16 anni potrebbe comportarsi in questo modo.
Il personaggio di Sam, altra new entry, mi è invece piaciuto davvero molto così come la storia d'amore con Louisa. Una storia in cui Lou è sempre sulla difensiva, non vuole considerarla una relazione, non può farlo perchè a quel punto la sua felicità sarà di nuovo nelle mani di un'altra persona. Una persona che potrebbe lasciarla sola di nuovo. Ma non sempre si può decidere quando innamorarsi di qualcuno.

"Era la risposta  a una domanda che non mi ero nemmeno accorta di essermi posta."



Come vi dicevo all'inizio la Moyes scrive davvero bene e ha la capacità di farti percepire le paure e i timori di una ragazza che non riesce a superare un lutto e che non riesce a lasciarsi andare ad un nuova storia per  paura di perdere di nuovo qualcuno.


"D'un tratto fui grata di avere un uomo solido al mio fianco, in un mondo in cui era così facile cadere."

Non posso assolutamente dire che la storia non mi sia piaciuta, che abbia faticato ad andare avanti, che non abbia trovato piacevole la lettura. Quello che posso dire però è che certe cose sono perfette così come sono. Non serve aggiungere altro.

IL MIO VOTO:



 IMPRONTE DAL LIBRO

"Mi manca quella possibilità di andare da lui e chiedergli "cosa ne pensi?"

"Nessuno può guardare avanti senza gettare uno sguardo indietro."

Le sorelle soffici di Pierpaolo Vettori ♥ Recensione

Un libro dove ciò che è reale si mescola a ciò che non lo è, un libro in cui sarete presi per mano e trasportati nella mente di una ragazza di 18 anni che non vede il mondo per quello che è realmente ma che lo vive attraverso le sue percezioni. Arriverete spesso a perdervi nelle sue fantasie e nelle sue visioni diventando in qualche modo pazzi come lei.


Autore: Pierpaolo Vettori

Editore: Elliot edizioni

Pagine: 175

Note: Il romanzo: è stato finalista e segnalato dalla giuria alla XXIV edizione del Premio Calvino. 



Già il titolo in qualche modo è ingannevole, non vi dirò come, ma io l'ho intuito praticamente fin da subito e credo che sia evidente il momento esatto in cui l'autore ci mostra il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Protagoniste sono due sorelle, Veronica e Cecilia, ma la nostra concentrazione si focalizzerà principalmente su Veronica. Veronica è una ragazza particolare, lo si intuisce fin da subito. Scrive lunghe lettere a vecchi scrittori morti in epoche passate, convinta che possano risponderle, vede creature che non esistono, angeli che dormono accanto a lei e la cattiveria e l'avarizia delle persone trasformare quelle stesse persone davanti ai suoi occhi in terribili animali.
Veronica vive in un mondo tutto suo, percepisce le cose in modo diverso, vede le sfumature del mondo che gli altri si limitano a vivere.

Giudicata "pazza", "particolare" e con decine di altri aggettivi, appellativi che però non superano mai i limiti dell'eleganza e del decoro. Perchè la famiglia Soffici è una famiglia importante, e le per le persone che frequentano quell'ambiente l'apparenza viene prima di tutto.
Non c'è spazio per nient'altro e tutto può essere sacrificato.

Veronica attraverso le sue fantasie mostrerà anche l'aspetto più marcio dell'Italia, un'Italia colpita da tangentopoli che non risparmia nessuno. Nè la fantasia, nè l'innocenza.
Veronica cerca di lottare, di opporsi e cerca una via d'uscita rimanendo intrappolata in quel mondo e in quella famiglia troppo materiale della quale non si è mai sentita davvero parte integrante.
Una famiglia che diventa in qualche modo un'industria che cercherà di fagocitarla e di annullarla.

Un romanzo delicato e poetico che si trasforma in un grido disperato dell'innocenza.
Questo è il classico caso in cui sono consapevole della bravura narrativa dell'autore, un autore italiano troppo poco conosciuto, ma nello stesso tempo devo ammettere che questo romanzo è arrivato alla mia testa ma non al mio cuore. Non è comunque riuscito a superare quel limite per cui inizio a diventare ossessionata da un libro tanto da parlarne in loop per giorni interi. Nonostante questo, ripeto, è davvero un'ottimo romanzo che mi sento assolutamente di consigliare.

IL MIO GIUDIZIO: 



 IMPRONTE DAL LIBRO

"Io vorrei essere altro, ma non riesco, non funziona così."

"Ogni volta che il mondo mi tira in basso con le sue lusinghe di pessima qualità, Veronica Soffici riprende il sopravvento"

"Se l'amore è così terribile, perché dovremmo cercarlo?"
 
Da: "Le sorelle soffici"

Ehrengard di Karen Blixen ♥ Recensione

Una fiaba scritta dall'autrice nota per "La mia Africa". Una fiaba che è stata resa nota solo nel 1963 dopo la sua morte ed è considerata la grande conclusione della carriera letteraria di Karen Blixen.



Autrice:  Karen Blixen nota per il suo romanzo "La mia africa"

Titolo: "Ehrengard"

Editore: Adelphi

Pagine: 100


Una fiaba brevissima che leggerete in poche ore. Scritta con una prosa elegante, curata e dal sapore antico, fiabesco.
Ambientata nell'immaginario reame di Babenhausen la storia inizialmente si concentra sul principe Lotario, ragazzo che non sembra particolarmente interessato al gentil sesso tanto da turbare la madre che teme di non poter avere un erede al trono.
La stessa regina si rivolge al famoso pittore Cazotte. Artista noto tra le corti e gli ambienti più importanti per le sue opere ma anche per la sua fama di Don Giovanni.
Sarà proprio grazie a lui infatti, e alla sua arte della seduzione, che indurrà il principe Lotario ad invaghirsi della bella principessa Ludmilla.

Si innamorerà a tal punto però da concepire un figlio ancor prima di convolare a nozze.
Per evitare lo scandalo la regina manda i giovani innamorati a vivere nel lontano castello di Rosenbad con una ristretta cerchia di fedeli collaboratori. Tra loro non manca Cazotte che incontrerà proprio in questa occasione colei che è stata scelta come dama di compagnia della principessa: Ehrengard.

Saranno loro i protagonisti di questa fiaba che diventerà lo scenario dell'arte della seduzione. Cazotte, abile seduttore è convinto di sapere come far capitolare la bella Ehrengard che si sarebbe innamorata di lui senza nemmeno rendersene conto. Pedina nelle sue mani.
E' facile però restare sedotti dallo stesso oggetto della seduzione che si era convinti di poter manovrare a nostro piacimento.

Ehrengard è una ragazza elegante, attenta, forte, decisa e a tratti schiva, ma nello stesso tempo seducente e sicura di sè. Per nulla ingenua come poteva sembrare all'apparenza, la giovane Ehrengard ha ben intuito le intenzioni di Cazotte e, per nulla turbata, fa una mossa del tutto inaspettata che trasformerà il giovane Cazotte da seduttore a vittima.
Una brevissima fiaba sull'arte della seduzione raccontata con estrema eleganza e con un'aurea fiabesca che pervade ogni più piccolo elemento della storia.

IL MIO GIUDIZIO: 



 IMPRONTE DAL LIBRO

"Fate in modo da avere un segreto con lui. Qualcosa che, in tutto il mondo, sapete soltanto voi e lui. Allora sentirete che lui è voi, e voi siete lui". 

"Perchè per mirabile che sia, la donna che non desti nell'uomo l'istinto del seduttore è come il cavallo del Chevalier de Kerguelen, che aveva tutte le virtù del mondo, ma era morto."

Da: "Ehrengard"

Il college delle brave ragazze di Ruth Newman ♥ Recensione


Un giallo. Di quelli con la copertina un po' intrigante, di quelli che guardi con diffidenza per paura di ritrovarti tra le mani l'ennesimo romanzo per adolescenti, di quelli che però non resisti dal comprare. Ho fatto bene? Sinceramente sono rimasta con un enorme "bah".




L'autrice: Lavora all'università di Cambridge dove ha studiato criminologia. Scrive dall'età di sei anni. "Il college delle brave ragazze" è il suo primo romanzo

Casa editrice: Garzanti

Pagine: 313

L' avevo visto in libreria e la copertina mi aveva ammaliata, o forse era stato il titolo, non ricordo, fatto sta che avevo preso in mano quel libro, lo avevo guardato con diffidenza e curiosità e lo avevo riposato su quello scaffale. Tornata a casa mi sono documentata un po' su vari social come anobii, e le opinioni che trovai erano abbastanza contrastanti. Decisi quindi di aspettare, finchè una ragazza diversi mesi dopo non mi propose uno scambio con un libro che non desideravo tenere.
Un segno del destino ho pensato così accettai la proposta, e riposi il libro nella mia libreria nell'attesa di terminare la lettura che avevo in corso. L'attesa però è durata più del previsto, dato che questo libro ha aspettato per ben tre anni sugli scaffali della mia stanza.
E' stato l'ultimo libro dell'anno, e dopo tanti libri veramente belli, questo proprio non mi ha convinta.

Il libro ha quelli che io definisco "degli ottimi ganci". Delle scene, delle decisioni dei personaggi, delle sfumature che "ti agganciano" e ti spingono a continuare la lettura per capire cosa sia successo.
Un esemipio?
Il libro si apre con un omicidio. In uno dei college più prestigiosi d'inghilterra viene trovata morta una ragazza, assassinata in modo brutale. Lei però non è la prima ragazza morta tra quelle mura. Qualche tempo prima c'era stata un'altra vittima. Un'altra ragazza trovata brutalmente assassinata. La sua testa però non è mai stata ritrovata.

Questo è stato il primo "gancio" che mi ha catturata. Poi ce ne sono stati molti altri ma da
circa 3/4 della storia queste scene non erano più suppportate da una trama credibile.
La vostra attenzione si focalizzerà su Olivia, ragazza che viene trovata ricoperta di sangue in stato catatonico accanto al cadavere dell'amica. Viene ricoverata e sottoposta a cure psichiatriche nell'attesa che possa ricodare cosa è successo quella notte e dire alla polizia chi sia il coplevole di quell'omicidio. Questa è la scena che apre il libro e che vi riporterà poi al primo delitto che si è consumato all'interno dell'Ariel College.

Vi dirò che fino a metà, anzi diciamo più della metà, il libro mi aveva presa. C'è un colpo di scena a metà storia che ti spinge a portarti il libro anche sotto la doccia, poi però le cose diventano sempre più tirate.
Troppe volte ti porta a saltare da un colpevole all'altro, tanto da risultare nel finale quasi inverosimile.
No, non mi ha proprio convinta.

IL MIO GIUDIZIO: 




 IMPRONTE DAL LIBRO

«La paura è il colore più vivo»

"Non c'è niente che risalti, tranne dolore, rabbia e paura."

"Quando invece uccido c'è energia, c'è adrenalina. Provo qualcosa."

Da: "Il college delle brave ragazze"

Una spola di filo blu di Anne Tyler ♥ Recensione

E' difficile parlarvi di un libro che non ha una storia vera e propria, che non ha un vero principio e una fine reale... se vi chiedessi di parlarmi della vostra famiglia da dove iniziereste?
Non è così facile non è vero? La situazione in cui mi trovo io è più o meno quella di chi si trova davanti a questa domanda. Non so davvero da che parte iniziare.


L'autrice: Considerata da molti critici letterari come la Jane Austen contemporanea per il suo modo di caratterizzare i personaggi e per lo stile della sua narrazione. "Una spola di filo blu" è il ventesimo libro di questa autrice e probabilmente quello che maggiormente la rappresenta.

Riconoscimenti: finalista al Man Booker Prize 2015

Casa editrice: Guanda

Pagine: 391

Inizio quindi con il dirvi la cosa più ovvia. Quello che vi troverete davanti, se deciderete di leggere questo libro, è una saga familiare. Una saga che ripercorre attraverso diversi flashback, la storia di tre generazioni della famiglia Whitshank. Grazie ai richiami al cinema, alla musica, alla moda e ai modi di vivedere di ciascuna epoca avrete quasi la sensazione di aver davvero vissuto una vita lunga quasi un secolo.

A tal proposito ho fatto un esperimento nel corso della lettura, un esperimento che mi sento non solo di proporvi ma anche di consigliarvi. Ho scelto una delle numerose canzoni degli anni 20 che vengono citate nel romanzo, l'ho cercata su youtube e l'ho fatta partire tenendo il volumo piuttosto basso mentre continuavo la lettura del romanzo. Credetemi che avevo la sensazione di vedere ciascuno dei personaggi citati proprio davanti a me.
L'atmosfera che si era creata era qualcosa di indescrivibile.

Mi rendo conto però di non avervi ancora detto nulla di concreto. Perchè la colonna portante di questa storia sono i personaggi. Come potrei parlarvi di loro? Sono così tanti, forti, importanti e ciascuno con una sua storia determinante all'interno del romanzo.
Potrei parlarvi di Linnie Mae. Lei è uno dei personaggi che ho preferito all'interno della storia. Linnie Mae era una ragazza di 13 anni, un po' ingenua o forse lo era solo all'apparenza non saprei dirlo con certezza, una ragazza che negli anni 20 si innamora e seduce un ragazzo di 26 anni.
Sono loro i primi membri della famiglia della quale diventeremo parte integrante. Lei era un ragazza benestante, una ragazza che trascorre 5 anni all'interno di una famiglia che la vede come un disonore, 5 anni in cui non dimentica mai quel ragazzo che ha amato, 5 anni in cui mette da parte ogni centesimo per poter scappare da lui.
Linnie Mae rinuncerà ad ogni cosa, ad ogni privilegio, ad ogni comodità per poter vivere con quell'unico ragazzo che ha amato. La storia di Linnie Mae è tra le più toccanti e vive del romanzo a mio avviso.

Che dire invece di quel ragazzo? Junior era un uomo che ha cercato per tutta la vita di cambiare se stesso, perchè ciò che era non gli bastava. Voleva dimostrare al mondo di essere alla sua altezza. Ma la propria natura non si può cambiare. Non si può coprire con uno strato di vernice. (E chi ha letto il libro capirà il perchè di quest'ultimo commento.)
Linnie Mae e Junior ebbero due figli. Red, in particolare, sarà quello su cui si concentrerà la nostra attenzione e il nostro affetto.
Un uomo semplice ma di buon cuore. Un uomo che conduce una vita semplice ma della quale è fiero perchè quella vita semplice che al padre non bastava è tutto ciò di cui lui invece ha bisogno. 

E poi c'è Abby. Potrei dirvi così tante cose su questa donna. Sarà lei a farvi innamorare, a farvi vedere come un libro possa mostrarvi l'esatto momento in cui nasce l'amore. L'esatto momento in cui una persona si innamora di un'altra.
Nel gestire i sentimenti la Tyler è davvero bravissima. Anche quando si tratta di situazioni delicate come un lutto la sua delicatezza è qualcosa di disarmante. Non sarà mai stucchevole ,melensa o eccessiva. Vi farà provare ciò che si prova quando viene a mancare un pezzo della tua famiglia. Quella sensazione che il mondo si fermi per un istante e che qualsiasi azione, anche la più stupida non abbia più senso.

La storia si snoda poi tra i figli di Abby e Red . Una miriade di personaggi che non faticherete a riconoscere.
Avrete la sensazione di ritrovarvi in uno di quegli incontri di famiglia in cui si ripercorrono i tempi passati. Anzi, avrete la sesanzione di ascoltare una nonna raccontare la storia della sua vita mentre il suo sguardo si perde cullato dal cigolio della sedia a dondolo.
E la casa. La casa sarà lì per quasi un secolo. Nascerà, crescerà e invecchierà con quella famiglia, e sarà incredibile come alla fine della storia avrete la sensazione di chiudere per sempre la porta di casa vostra. Perchè in qualche modo avrete vissuto in quella casa.
Ho parlato un sacco senza dirvi molto me ne rendo conto.

Chiudere questo commento arrivando a dare un giudizio a questa storia non è semplice. Non è uno di quei libri che consiglierei senza remore perchè capisco che la mancanza di una trama incalzante e la presenza di punti, a mio avviso un po' lenti possa portare a non apprezzare completamente la storia. Personalmente trovo che lo stile della Tyler sia uno dei più delicati che abbia mai incontrato. Ho amato il suo modo di descrivere le varie epoche e di dare vita ai vari personaggi. D'altro canto non nascondo che non ho mai provato quella voglia e quella necessità di arrivare velocemente alla conclusione della storia.
In qualche modo non aveva quella marcia in più che porta un libro ad arrivare dove pochi arrivano. 
E' un po' come con la famiglia. Non senti il bisogno di viverla tutti i giorni, ma è bello sapere che se ne hai bisogno la puoi trovare oltre la porta di casa. In questo caso oltre la copertina del libro.

IL MIO GIUDIZIO: 


 IMPRONTE DAL LIBRO

"Aveva sempre dato per scontato che da anziana si sarebbe sentita del tutto sicura di sè, finalmente, e invece eccola lì, ancora piena di incertezze." 

"A volte guardi una donna e lei guarda te, e c'è come una specie di riconoscimento, un momento di complicità, dopo il quale potrebbe succedere qualsiasi cosa"

Da: "Una spola di filo blu"

Care case editrici...



Invidio profondamente chi ha un'ottima conoscenza dell'inglese, chi riesce a leggere romanzi prima che arrivino nel nostro paese e soprattutto invidio chi può leggere libri che qui non arriveranno mai.
Vorrei poter suonare alle porte dei grandi editori e chiedere loro:
"Gentilmente, non è che per questo mese evitate di pubblicare l'ennesimo 50 sfumature e mi pubblicate questo libro? Prometto che lo compro. Croce sul cuore."
Probabilmente non mi ascolterebbero o meglio, non ho il loro indirizzo per poterli stalkerare. Diciamo così.
Approffitto comunque di questo spazio per condividere il mio dolore e mostrarvi un po' i libri che spero vengano pubblicati prima o poi anche da noi, così magari possiamo stalkerare gli editori insieme insieme se vi va.

DREAMS AND SHADOWS di Robert Cargill 



Questo libro mi attirava talmente tanto che ho iniziato settimana scorsa a leggerlo in inglese. Si ringrazia l'esistenza dell'applicazione "traduttore". Cerco di usarla solo lo stretto necessario per tentare di migliorarmi, ma non è facile e spesso mi rendo conto di non cogliere tutti gli aspetti della narrazione ovviamente. Però devo dire che la scrittura è molto semplice anche per chi, come me, non ha una conoscenza perfetta della lingua inglese.
Veniamo al romanzo. Ne sono venuta a conoscenza grazie a Federica Frezza del canale youtube "Prismatic 310" e dalle sue parole sono rimasta letteralmente stregata.
Descritto come una favola nera dove personaggi come gli gnomi non sono i protettori di magiche foreste ma creature malvagie con un grande cappello rosso appuntito...rosso perchè bagnato di sangue fresco, e loro per continuare a rimanere in vita devono fare in modo che il sangue non si secchi mai...
Come vi dicevo ho iniziato a leggerlo e ne sono rimasta già ammaliata. Ricorda un po' il vecchio film labyrinth, non so se lo ricordate o lo conoscete. Ma...decisamente più "nero" rispetto a quella vecchia pellicola.
I personaggi che ho già incontrato sono molteplici ed estremamente affascinanti e curiosi. Un romanzo davvero originale che però non credo arriverà mai in Italia.





H IS FOR HAWK di Helen Macdonald



Un'amica che stimo come persona e come lettrice ha letto poche settimane fa questo romanzo dichiarando di aver incontrato "alcune tra le più belle pagine di letteratura che avesse mai letto."
Le sue parole sono state più o meno queste e mi hanno spinta a cercare informazioni in merito a questa storia sperando di trovare qualche notizia circa una possibile pubblicazione italiana. Notizia che purtroppo non ho trovato. Diversamente dal libro precedente temo che questo abbia una "scrittura" decisamente più complessa e inacessibile per coloro che non masticano l'inglese, quindi preferisco non prenderlo in lingua per il momento.
Non posso parlarvi molto di questo romanzo, perchè non l'ho letto. Posso solo dirvi che ripenso spesso alle parole di questa amica e sospiro sperando un giorno di poterne parlare con lei.


 LIBRARY OF SOULS - The third Novel of Miss Peregrine's di Ransom Riggs 



Lessi il primo libro di questa trilogia ormai quasi tre anni fa senza sapere che non sarei giunta alla conclusione della storia una volta arrivata all'ultima pagina. Non sono molto brava ad aspettare. Se avessi saputo che avrei dovuto attendere più di tre anni per vedere conclusa la storia non mi sarei fiondata a leggere quel primo libro, che dovrò riprendere quando avrò messo le mani anche su questo terzo e ultimo volume. Il secondo l'ho comprato appena disponibile in libreria, ma natualmente non l'ho letto. Voglio riprendere questa trilogia dal principio quando sarà completa anche in Italiano. Non so quanto tempo impiegherà ad arrivare anche da noi, spero non molto. In questo caso almeno so quasi per certo che arriverà.



J di Howard Jacobson



Ne ho sentito parlare anche in questo caso da diverse persone, persone di cui mi fido ciecamente. Persone che incrementano la mia Wishlist di libri che non posso leggere.
J è ambientato in un futuro distopico. Un futuro legato al passato da una catastrofe. In quel passato, del quale nessuno parla, è successo qualcosa di terribile, qualcosa che ha trasformato il mondo rendendo la violenza qualcosa di normale e assodato.
E' un libro che nasconde ma nello stesso tempo non così bene, quello che è il tema centrale della storia. L'antisemitismo. Qualcosa che pensiamo appartenga al passato mentre invece è più conteporaneo di quanto pensiamo.


THE GLITTERING WORLD di Robert Levy



Un thriller paranormale che sembra davvero bellissimo!!! Il protagonista è Blue un uomo che è diventato une chef piuttosto affermato e che in seguito alla scomparsa della nonna si reca nella sua vecchia casa. Nello scantinato però trova qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Una vita che in realtà è tutta una bugia. Blue infatti non ricorda che lui e un'altra bambina, molti anni prima scomparvero per diverse settimane...
Quanto vorrei leggere questo romanzo!!! Chi viene con me a suonare i campanelli dei grandi editori?
Magari offriamo loro qualche dolcetto ... che dite?



Questi sono solo alcuni dei libri che vorrei leggere ma che forse in Italia non arriveranno mai. Non lo sanno che il mondo è un posto già abbastanza crudele senza queste privazioni?

Mendel dei libri di Stefan Zweig

Uno di quei libri che guardi con tenerezza, quasi con commozione. Lo stesso sguardo che riservi per le cose che avverti come piccole e fragili.


Una storia brevissima che vi strapperà al vostro mondo solo per poche ore, il tempo di una triste e malinconica sensazione.
Mendel è un uomo che apparteneva ai libri. Quello era il suo unico mondo. Un uomo che leggeva come altri pregavano, come i giocatori giocavano e come gli ubriachi tengono lo sguardo fisso verso il vuoto. Leggeva con un trasporto totale, ciondolando davanti al libro completamente ignaro di qualsiasi cosa lo circondasse.
Un uomo con una conoscenza imparagonabile nel mondo della letteratura. Personaggi illustri si erano rivolti a lui per consigli e consulenze. Acquistava e analizzava libri antichi in un piccolo e anonimo bar di Vienna. Un bar che quasi vi figurerete. Un bar nel quale entrerete quasi in punta di piedi per non disturbare la lettura di quest'uomo straordinario. Un uomo che arriverete ad ammirare silenziosamente.
Così avvolto nel suo mondo di carta però non si rende conto di come cambia il mondo intorno a lui, di come la guerra stia distruggendo il mondo in cui il suo corpo, suo malgrado continua a vivere. Perchè noi lettori a volte dimentichiamo di non appartenere a quel mondo di carta. Non è quello per noi il mondo parallelo, ma solo il mondo in cui di tanto in tanto siamo costretti a vivere.
In questo mondo però nulla viene risparmiato se una guerra incombe. Nulla ha più valore, nulla merita di essere tutelato. Nemmeno una cosa piccola, innocua, rara e preziosa come un anziano studioso che ha dedicato la sua vita ai libri. Mendel viveva a Vienna da moltissimi anni, la sentiva ormai come la sua patria sebbene non si fosse mai interessato a farsi rilasciare dei documenti per la cittadinanza. Così, dopo lo scoppio di una guerra non è più un semplice studioso di un altro paese, diventa una possibile spia del paese nemico e viene deportato in un campo di lavoro. Lì non ci sono i suoi amati libri, nemmeno i suoi occhiali vengono risparmiati, loro che rappresentavano la chiave attraverso la quale poter entrare in quel mondo parallelo. Ma il nostro mondo lo distruggerà per sempre. Distrugger la sua anima, il suo spirito e tutto ciò che era stato fino a quel momento. Perchè il mondo di carta è in grado di creare mondi meravigliosi, il nostro di distruggere l'unico che abbiamo.

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