La mia vacanza in Puglia ♥ le spiagge più belle del Salento


Sono tornata solo da un paio di giorni nella torrida Pianura Padana, e non potevo non ritagliarmi qualche minuto per parlarvi di questa splendida vacanza e mostrarvi le spiagge più belle che abbiamo visto.
Faccio due premesse prima di iniziare:
1) le foto purtroppo non rendono perfettamente i colori meravilgiosi ma la batteria della reflex si è rotta proprio durante le vacanze quindi mi sono dovuta accontentare della macchina fotografica del cellulare.
2) Io ero partita senza grandi pretese verso queste  spiagge, sapevo che avrei trovato un bel mare, ma non ero pronta ad un mare tanto favoloso.

Ma...andiamo con ordine...

Siamo scesi in auto. 10 lunghe ore di macchina che però non rimpiango assolutamente. Siamo scesi lungo l'A14 che da Rimini, più o meno, costeggia la costa italiana fino a Bari. E' stato un viaggio spettacolare. Vedere come cambia la vegetazione e la penisola stessa di regione in regione e scorgere continuamente il mare accanto a te mentre scendi lungo l'Italia è qualcosa di indescrivibile. So che è un viaggio lungo e stancante ma almeno una volta nella vita io lo consiglierei.



Per risparmiare un pochino non abbiamo alloggiato in zona mare ma a Galatina, nell'entroterra. Avendo comunque l'intenzione di cambiare spiaggia ogni giorno la comodità di essere "fronte mare" non ci interessava molto.
Passo quindi a parlarvi e mostrarvi le spiagge che ho visto.

1) Punta Prosciutto: spiaggia davvero bellissima, mare limpido che durante il corso della giornata si è un po' "sporcato" con aghi di pino scuri trasportati dalla marea. Discretamente affollata rispetto ad altre spiagge ma comunque vivibile (tenete presento che io sono scesa la seconda settimana di luglio). Come ogni spiaggia anche questa ha una zona dedicata alla "spiaggia libera" per chi come noi, porta da casa sdraio e ombrelloni.

Punta Prosciutto



2) Pescoluse "le Maldive del Salento". Uno spettacolo ragazzi. Davvero uno spettacolo. Il mare e la spiaggia hanno un colore completamente diverso rispetto alle altre zone. Il mare non assume il classico color blu ma un color verde smeraldo molto particolare. Il mare è pulitissimo e rimane tale per tutta la giornata. Il consiglio che vi posso dare è di recarvi in questa spiaggia piuttosto presto al mattino. E' una delle più famose del Salento e quindi anche una delle più affollate.
Noi siamo arrivati in spiaggia alle 9.30 e c'era già un bel po' di gente

Pesculose


3) Baia Verde:  Altra spiaggia di una bellezza inaspettata. Arrivando dalla strada la spiaggia è a un livello leggermente inferiore rispetto a dove vi trovate ed è possibile ammirare tutta la baia con i suoi colori blu e smeraldo. E' una vista da mozzare il fiato. I colori di questo mare mi hanno ricordato moltissimo quelli della Sardegna. Un mare smeraldo che va via via tingendosi di un blu intenso meraviglioso.Unico neo: nel primo tratto di mare c'erano numerosi "scogli" che costringono a prestare un attimo di attenzione. Superati quelli il mare è di quelli paradisiaci.

Baia Verde



4) Torre dell'Orso (I caraibi del Salento) : Avendo deciso di alloggiare a Galatina abbiamo potuto provare anche spiagge della costa di Otranto e abbiamo optato per questa. Vi dico solo che è stata la mia preferita. Al primo posto tra tutte le bellezze che ho visto. Forse questo punto a favore va anche allo scenario così diverso e imponoente rispetto alle altre. Con la sua scogliera e le sue rocce offre davvero un contesto splendido. L'acqua è cristallina sempre di un turchese meraviglioso. Unico neo: la grande quantità di gente. La spiaggia più affollata in cui siamo stati (anche più delle Maldive del Salento). Può tranquillamente far concorrenza alle spiagge della riviera romagnola.

Torre dell'orso


5) Torre Pali: una piccola perla sconosiuta. L'ho scoperta per caso guardando una cartolina in un  negozio di Souvenir. Lo faccio sempre. Guardo le cartoline per scoprire spiagge che magari in internet non avevo trovato. Torre Pali è stata una di queste. La spiaggia in assoluto meno affollata. Eravamo in prima fila con il mare che arrivava vicino al nostro sdraio. Il fondale è leggermente ghiaioso ( molto in prossimità della torre)  e con qualche pietrone nel primo tratto ma facilmente gestibile. La poca affluenza permette di ammirare numerosi pesci e granchi aggirarsi lungo la riva. Davvero bellissima.

Torre Pali



6) Torre San Giovanni. Anche questa una spiaggia che mi è piaciuta moltissimo. Molto simile a Stintino con i suoi millemila metri di fondale bassissimo che ti permette di giocare a racchettoni in mare aperto. La spiaggia è di sabbia bianca e il mare è di un azzurro che tende al verde. Qualcosa di meraviglioso. Unico neo: la corrente trasporta molti aghi di pino che si posizionano nel bagnoasciuga. Niente di trascendentale ovviamente ma un po' fastidioso. Nonostante questo rimane una spiaggia spettacolare.

Torre San Giovanni

 Queste sono le spiagge che abbiamo visto. Non posso dire di essere rimasta delusa da una sola di queste. Sono tutte bellissime. Davvero. Se avete delle incertezze pensate che state leggendo le parole di una ragazza estremamente puntigliosa e difficile. Mi sono innamorata follemente del mare pugliese e anche del cibo :)

N.B Non posso non citare il cibo. Ho assaggiato il panzerotto fritto ragazzi. In quel preciso istante la mia vita ha avuto un senso. Ho capito di aver vissuto ogni cosa, ogni evento per arrivare a quel preciso momento. Qualcosa di indescrivibile.



Ho assaggiato altre cose davvero molto buone: le orecchiette, le pittule (buonissime) la puccia (OMMIODDDIOOOO) . Unica nota dolente per me (e so di essere una voce fuori dal coro) Il pasticciotto. Proprio non mi è piaciuto. Gustibus

Pasticciotto


N.N.B Abbiamo avuto l'occasione durante la sera di vistare molte località: S.M Leuca, Gallipoli, Lecce... ma devo dire che quella che più ci è rimasta nel cuore è sicuramente Otranto. Con le sue viuzze, i negozietti, i ristoranti illuminati lungo la baia è un piccolo incanto.
E adesso???
Ora sono tornata nella torrida Pianura Padana a sognare la mia prossima vacanza.
Buone vacanze a chi deve ancora partire :*





Città di Carta - John Green ♥ Recensione

Ci sono degli autori che con una loro opera sanno conquistare completamente la tua fiducia, tanto che senza riserve acquisti a scatola chiusa tutti gli altri romanzi. Senza sapere nulla, senza leggere un pezzetto di trama o di recensione. Non servono. Non con lui. Ma quando tra quelle pagine non trovi quello stesso autore che ti aveva fatta innamorare perdutamente, quando non riesci a rivivere quelle stesse emozioni, quando guardi il libro incredula e ti chiedi se lo abbia scritto quella stessa persona... in qualche modo ti senti un po' tradita. Perchè ti fidavi di lui, perchè lo giudicavi infallibile...
Ecco, questa è la storia tra me e "Città di Carta". Una storia di aspettative, di incredulità e di incomprensioni. Forse ci siamo semplicemente incontrati nel momento sbagliato.



L'AUTORE: Jonh Green è nato nel 1977 (eh si è decisamente un giovincello) in Indianapolis. Con il romanzo "Cercando Alaska" ha vinto il Pritz Award e con "Colpa delle stelle" (amore infinito) ha raggiunto il primo posto nella New York Times Bestseller list. Oltre ad essere uno scrittore attualmente è anche un blogger e uno youtuber piuttosto attivo


Prezzo ebook:  € 9,99
Prezzo copertina rigida: € 13,60
Pagine: 356


Leggendo "Città di carta" ho pensato spesso che se avessi letto questo stesso libro a 16 anni la mia reazione forse sarebbe stata diversa. Perchè a 16 anni credi alla storia raccontata tra quelle pagine, credi che una coppia di ragazzi possa entrare di notte in un parco acquatico, che una ragazza possa scappare di casa e vivere meravigliose avventure, credi che un ragazzo e degli amici lascerebbero ogni cosa rinunciando anche al giorno del diploma solo per cercare quella ragazza. A 16 anni credi a questa possibilità. A 16 anni credi a questa storia. A 30 ... ci credi molto meno purtroppo.

Non nego che John Green sappia scrivere bene e più volte mi ha regalato quei sorrisi che solo con i suoi dialoghi riesce a strapparmi. Ma questi sorrisi non sono stati sufficienti a farmi amare questa storia o questi personaggi. Non sono stati abbastanza.
La storia l'ho trovata davvero molto lenta in certi punti e anche i personaggi davvero poco credibili e bidimensionali. Solo Quentin è riuscito a smuovere qualcosa dentro di me.  Ma se ripenso ad Hazel e Augustus... non ci sono paragoni tra le due storie. So che non dovrebbero essere fatti ma è inevitabile. Quando identifichi un autore con un libro il paragone con quell'opera che ti aveva stregata è davvero inevitabile. Perchè vorresti rivivere quelle stesse sensazioni. E io qui non le ho trovate. Nemmeno il finale ha salvato il libro a mio avviso. Più procedevo nella lettura più la storia sembrava rallentare ai miei occhi.

L'idea di base poteva essere buona. La storia di un viaggio, di una ricerca, dove è più importante il viaggio che la destinazione, la storia di quella ricerca di sè che si vive nell'adolescenza...ma quest'idea non è stata gestita così bene nella narrazione secondo me. Questa era spesso lenta e gli epedienti che la portavano avanti troppo spesso inverosimili.
Mi dispiace dirlo, nemmeno immaginate quanto, ma davvero non mi ha lasciato nulla. E non mi sarei mai aspettata di poter dire una cosa simile di un libro di John Green.
So bene che con questo mio commento sarò una pecora nera tra i lettori. So che il mondo ha amato questo libro. Io credo di averlo incontrato nel momento sbagliato della mia vita.


IL MIO VOTO:


 IMPRONTE DAL LIBRO

"Che cosa ingannevole, credere di una persona che sia più di una persona."

"La città era di carta, i ricordi no."

"Per quanto possa fare schifo, la vita è pur sempre migliore della sua alternativa. "

Da: "Città di carta"

Il battello del delirio di George R. R. Martin ♥ Recensione

Prima delle cronache del ghiaccio e del fuoco,prima del trono di spade, prima che fosse conosciuto come colui che ha cambiato la visione della letteratura fantasy, ha scritto questo libro:



Un romanzo scritto nel 1982 da quello che oggi è considerato il maestro del fantasy. Una storia che riprende in maniera evidente e curata l'atmosfera creata dal romanzo di Bram Stoker.
La figura dei vampiri tanto commercializzata negli ultimi anni torna tra queste pagine nella sua concezione più classica.I richiami non sono velati ma evidenti, voluti, e riecheggiano per tutta la prima parte dell'opera. Dalle nebbie che avvolgono l'arrivo dei vampiri, ai paesaggi plumbei, tetri, grigi e costantemente nebbiosi. La storia stessa dei vampiri, delle loro origini, del loro passato, raccontata dai protagonisti fa l'occhiolino ad alcuni elementi del "Dracula" di Stocker. Vi faccio solo l'esempio del momento in cui Damon Julian (uno dei vampiri più antichi e crudeli che siano mai esistiti) non uccide la sua vittima ma, notte dopo notte, entra nella sua stanza e beve lentamente il suo sangue senza che nessuno sospetti nulla. Credono sia malata, credono che la responsabile dell'indebolimento e del pallore sia una malattia. Non vi ricorda il personaggio di Lucy in Dracula? Oh, se leggeste questo romanzo... Il modo in cui è descritto non potrà non ricordarvelo. Sembra quasi un omaggio, un inchino al libro di Stoker.

Fino a metà della storia la figura dei vampiri e la narrazione della loro storia è il tema predominante. Si intuisce quasi subito quale sia la natura dei personaggi principali, quasi che Martin non avesse interesse a tenerla nascosta, quasi a dirvi di non focalizzarvi su quello, perchè non è il mistero la chiave della storia, ma è la storia stessa.
La parte centrale in cui lentamente da lettori apprendete ciò che è realtà e ciò che è mito nella storia di queste creature è davvero narrata benissimo. Riuscirà ad incantarvi, quasi avesse fatto anche a voi una sorta di incantesimo.
Martin riesce a rendere credibile la figura leggendaria del vampiro grazie ai numerosi richiami storici di cui è disseminata la storia. E la cosa più bella è che non vi coglierà impreparati, o meglio, non vi permetterà di esserlo. Non darà per scontato che voi sappiate la storia Americana dell'800 ma arrichirà questo romanzo di note, che troverete alla fine di ogni capitolo. Note che faranno luce su citazioni e richiami storici. Vi prego, non pensate a questo come qualcosa di noioso, perchè vi garantisco che non lo è. Una delle note, giusto per portarvi un esempio concreto riassume in poche righe la storia di una figura terribile come Marie Delphine Lalaurie. E chi segue American Horror Story qualcosa già conosce di questo personaggio.

I personaggi sono quindi storicamente contestualizzati benissimo. Dalla metà in poi il romanzo diventa più ambizioso e con la sua narrazione crea un parallelismo meraviglioso tra la natura dei vampiri e la schiavitù, che ancora vigeva in certi stati americani nell'800.
Damon Julian, vampiro che Martin vi porta ad odiare e disprezzare per la sua natura nella prima parte della storia, sottolinea il fatto che non agisce diversamente da come fanno gli esseri umani in molti stati schiavisti. I vampiri trattano gli esseri umani come "bestie" delle quali nutrirsi, li usano, così come gli esseri umani stessi usano gli schiavi. Anzi, i vampiri proteggono, amano e difendono i propri simili. Gli esseri umani sono inferiori anche in questo. Giudicano e uccidono sulla base del colore della pelle di un persona. E questa riflessione che vi ho spiegato malissimo ma che troverete espressa in modo cento volte migliore nel libro di Martin, vi stupirà. Così come il tema della libertà di scelta. I vampiri non possono scegliere se nutrirsi o meno di sangue umano. Non hanno alternativa. Non solo perchè morirebbero ma perchè la sete è implacabile e incontrollabile. Li spinge a compiere azioni contro la loro volontà. Ma noi invece possiamo scegliere come trattare gli altri esseri umani. E scegliamo sempre il modo sbagliato di farlo.

So bene che non vi ho raccontato molto della trama ma a mio avviso non era fondamentale. La storia è narrata davvero molto bene, saprà intrattenervi, incuriosirvi e coinvolgervi. Ma quello che troverete oltre la narrazione è ciò che fa di questo libro un romanzo che merita di essere letto.

          IL MIO VOTO:


 IMPRONTE DAL LIBRO

"Good and evil are silly lies, nonsense put forth to plague honest sensible men." 

"My whims are life and death to these cattle, Billy. If you are ever to be one of us, you must understand that. I am pleasure, Billy. I am power. And the essence of what I am, of pleasure and power, lies in possibility. My own possibilities are vast, and have no limit, as our years have no limit. But I am the limit to these cattle, I am the end of all their hopes, of all their possibilities."

Disney snowglobe

Di solito risiedono nei ricordi di quand'eravamo bambine. Magari come ricordo di una vacanza o di una gita lontana, o tra le cose impolverate che tiravamo fuori per agghindare la casa durante il periodo di natale.
Hanno sempre avuto una loro magia, e una strana attrazione che ci spingeva comunque e sempre a capovolgerle per vedere scendere la neve.
Ora che siamo più grandi magari ha un'attrattiva minore ma non possiamo ugualmente non fermarci a guardarle.
Tutto questo preambolo (si ringrazia Dio per avermi fatto il dono della sintesi) per dirvi che ho scoperto l'esistenza di un mondo fantastico. Magari come sempre ho scoperto l'acqua calda, ma ...giuro che ne sono rimasta folgorata.
Parlo delle snowglobe della Disney.
La mia scoperta parte da una foto trovata casualmente su facebook relativa ad un cartone con il quale sono "leggermente", ma proprio leggermente, in fissa. Parlo di questa meraviglia:

Questa "cosa meravigliosa" oltre ad essere rifinita benissimo, riproduce la musica di let it go!!!!
Momento di pausa per permettervi di fare "oooooh!"
Unico difetto? Il prezzo spropositato! Costa la bellezza di 195 dollari su amazon.com
Ulteriore momento di pausa per permettervi di strabuzzare gli occhi.
Però diciamolo...quanto bella è?

Da qui appunto è partita la mia ricerca e sono inciampata in un mondo meraviglioso fatto di snowglobe da collezione dedicate al mondo disney.
Vi lascio qualche esempio giusto per farvi capire di cosa sto parlando.


Questo è il castello de "la bella e la bestia" e dovresti vederlo illuminato * ___ *
Per ogni principessa Disney ne esistono decine e decine di versioni diverse. Sempre per la bella e la bestia per esempio potete trovare anche questa alternativa:

O anche quella nella libreria, che non vi metto nell'articolo perchè non ho trovato una foto decente.
Che altre principesse ci sono? beh più o meno tutte oltre che i vari personaggi Disney.









Non è bellissimo quello di biancaneve dove non scende la neve ma un turbinio di foglie????

Spettacolare!
Secondo me sono bellissime! Io ne ho inserite solo alcune ma davvero, c'è da perdersi in questo mondo.
Cosa dite...è troppo tardo ormai per iniziare una nuova collezione alla mia età?

L'ospite di Sarah Waters ♥ Recensione

La tua mente verrà rapita e rinchiusa tra le stanze buie di una vecchia villa. Sarai all'erta. Ogni tuo senso sarà pronto a scattare al minimo rumore e senza rendertene conto sarai in suo potere.



In assoluto il libro più inquietante che io abbia mai letto. Ho letto diversi libri catalogati come genere "horror"; da Stephen King ad autori come Matheson o Shirley Jackson, e sebbene abbia apprezzatto molto le loro opere nessuno è mai riuscito a lasciarmi adosso una profonda inquietudine. Nessuno prima di questo libro.
Potrei raccontarti ogni singolo rumore che ho udito la sera in cui mi sono coricata nella mia stanza quando ormai mi mancavano poche pagine per terminare la storia. Potrei, ma non credo ti interessi quindi andiamo oltre.
Non aspettarti i classici clichè tipici dei film o dei libri che affrontano il tema delle case infestate perchè questa autrice saprà giocare con te in modo estremamente intelligente, seducendoti con una prosa elegante e raffinata, saprà condurti in un villa che amerai, che sentirai tremendamente tua fino a diventarne prigioniera.
Una storia assolutamente meravigliosa raccontata con grande abilità da un'autrice forse ancora poco conosciuta nel panorama italiano ma spesso acclamata da testate come il New York Times.
La storia si sviluppa a partire dal 1919, quando il protagonista, ancora bambino, entra per la prima volta ad Hundreads Hall, la grande e lussuosa villa della nobile famiglia Ayres.
Quando quel bambino tornerà a varcare quei cancelli saranno trascorsi trent'anni da quel giorno. Lui sarà diventato il dottor Faraday e la ricca e nobile famiglia che guardava con ammirazione sarà invece in rovina, così come la grande e imponente villa che lo aveva ammaliato da bambino.
Una situazione che rispecchia la società di quel tempo, una società che stava vivendo il tramonto della nobiltà inglese e l'ascesa del proletariato che mirava a diventare borghesia.
Complice una serie di eventi, il dottr Faraday diventa il medico della famiglia Ayres. Una famiglia composta ormai solo dalla signora Ayres e i suoi due figli: Caroline e Roderick.
Una famiglia alla quale si legherà in modo sempre più stretto, così come si legherà a quella casa, verso la quale ha sempre avvertito una strana attrazione.
Una casa dentro alla quale però si è sempre sentito un estraneo. Perchè lui non apparteva a quella dimora. La villa, ormai in rovina, appartiene a un'epoca passata, così come la famiglia Ayres, sono loro gli unici che appartengono veramente a quella casa e gli unici che quella casa vuole portare con sè.
Cose strane e inquietanti iniziano ad accadere. All'inizio sono piccole cose, innocue, trascurabili...quasi degli incidenti, poi però ti ritroverai a guardare attraverso il buco della serratura della vecchia camera dei bambini chiusa ormai da molti anni. Quella vecchia camera in cui è morta la prima figlia della signora Ayres. E ti garantisco che sentirai i battiti del tuo cuore riecheggiare nella tua mente.
Mentre i membri di quella famiglia cedono lentamente al potere della casa il dottor Farady cerca di lottare con la forza della ragione. E tu? da che parte starai?
Lascio alla fine di questo commento una mia personale interpretazione riguardo al finale. Ma DAVVERO se non hai letto il libro non leggere quello specchietto. Ti perderesti un romanzo bellissimo.

Era da tempo che non mi trovavo a leggere con tanta bramosia un libro, a rimanere così rapita da una storia. Ad amare a tal punto i personaggi. Non mi succedeva da "il giardino dei segreti" di Kate Morton. E chi mi segue da un po' sa quanto significhi per me fare questo paragone.

MAAAA PARLIAMO DEL FINALE?

Ripeto se non hai letto il libro non dovresti trovarti a leggere questa riga!!! Quindi sciò...via di qui! Ci rivediamo dopo la lettura e magari mi dirai se la tua intrepretazione coincide o meno con la mia.

Ora veniamo a noi che abbiamo letto il libro fino all'ultima pagina e ci siamo ritrovati a rivedere centinaia di volte nella nostra testa la scena finale in cui Caroline precipita dopo aver esclamato quel misterioso"TU?"
A chi si riferiva? Se ci pensi non potevano esserci poi molte persone...la sorella minore? Ammetto che ho pensato a lei per moltissime pagine. La Waters è stata brava, e io sono caduta ingenuamente nella sua trappola. Ma arrivata alla fine del libro mi sento di escluderla con molta facilità. Difficile che Caroline abbia visto la sorella in cima alle scale. Non si sarebbe rivolta a lei con tanta confidenza non avendola mai conosciuta.
La madre? Altamente improbabile, è stata lei stessa una vittima di quella casa.
Chi resta? Secondo me è abbastanza ovvio. Lo stesso dottor Faraday. E gli indizi che portano a lui sono molteplici.
La notte in cui muore Caroline lui stava facendo visita ad un paziente lontano e prima di tornare a casa si ferma in un bosco dove "si addormenta". Lui non ha ricordi di quello che è successo in quelle ore. Le stesse ore in cui è morta Caroline. E se vi ricordate durante l'udienza, il dottor Faraday arriva a immaginare ( o forse dovrei dire ricordare?)  Caroline in cima alla rampa di scale, e arriva a vedere un'immagine impressa sulle sue pupille.
Infine l'ultimo indizio che mi porterebbe a pensare a lui come colpevole della morte della stessa Caroline, è il momento in cui avverte una presenza malvagia nella casa e voltandosi verso lo specchio vede riflesso il suo stesso volto.
Con questo non voglio dire che fosse stato lui sin dall'inizio, che fosse lui l'artefice di tutti i fatti inquietanti che accadono nel corso della storia, ritengo che ci fosse davvero una forza all'interno della casa e che abbia dovuto usare una persona viva (il dottor Faraday appunto) per prendere Caroline.
Con la signora Ayres è riuscito a far leva sulla sua debolezza più grande, cioè la figlia morta, con Roderick è riuscita lentamente a portarlo alla pazzia, ma Caroline era la più forte. E lei stava abbandonando quella casa alla quale apparteneva. E quella casa voleva morire insieme alla famiglia che aveva vissuto al suo interno durante l'epoca alla quale apparteneva.

              VOTO:  5/5





Game of Thrones stagione 5 - Cersey e la profezia della strega

La quinta stagione si è aperta subito con un livello piuttosto alto e con un record di ascolti incredibile. Un primo episodio che torna indietro di 25 anni dove troviamo una Cersei bambina che inizialmente fatichiamo ad identificare.
Il carattere non è mutato. Orgogliosa, altezzosa e prevaricante. Entra prepotentemente nella casa di una strega in un bosco e senza timore le ordina di vedere cosa cela il suo futuro.
Prima ancora che Cersei possa porle le domande che vorrebbe la strega anticipa le sue richieste minando la sicurezza della giovane Lannister.




Sposerò il principe?

Non sposerai il principe. Sposerai il re.

Cersei ancora non sa che non spserà il principe Rhaegar Targaryen del quale è innamorata ma appunto il Re Robert Baratheon. Profezia che sappiamo essersi già avverata.


Ma sarò Regina?

Sì, sarai Regina per un po' di tempo finchè non ne arriverà un'altra più giovane e bella a distruggerti e a portarti via quello che hai di più caro.

Da qui si capisce anche in parte il motivo che spinge Cersei ad odiare tanto le donne che si sono avvicinate alla sua corona. Sansa in primis e ora Maergey, decisamente più astuta della precedente.



 Il re e io avremo dei figli?

Avrai tre figli, d'oro saranno le loro corone e d'oro i loro sudari

Questa profezia rivela che tutti e tre i suoi figli saliranno al trono poichè solo i sovrani hanno il sudario dorato. La profezia si è avverata con Joffrey, ora Tommen è al trono e Myrcella è promessa sposa...
 

Un primo episodio che riparta alla grande e pone nuove domande e nuovi interrogativi allo spettatore ma che in qualche modo sembra anticipare e fare l'occhiolino al futuro destino di alcuni personaggi. Non ci resta che aspettare e vedere come si realizzeranno le profezie. Winter is coming!

Mendel dei libri di Stefan Zweig

Uno di quei libri che guardi con tenerezza, quasi con commozione. Lo stesso sguardo che riservi per le cose che avverti come piccole e fragili.


Una storia brevissima che vi strapperà al vostro mondo solo per poche ore, il tempo di una triste e malinconica sensazione.
Mendel è un uomo che apparteneva ai libri. Quello era il suo unico mondo. Un uomo che leggeva come altri pregavano, come i giocatori giocavano e come gli ubriachi tengono lo sguardo fisso verso il vuoto. Leggeva con un trasporto totale, ciondolando davanti al libro completamente ignaro di qualsiasi cosa lo circondasse.
Un uomo con una conoscenza imparagonabile nel mondo della letteratura. Personaggi illustri si erano rivolti a lui per consigli e consulenze. Acquistava e analizzava libri antichi in un piccolo e anonimo bar di Vienna. Un bar che quasi vi figurerete. Un bar nel quale entrerete quasi in punta di piedi per non disturbare la lettura di quest'uomo straordinario. Un uomo che arriverete ad ammirare silenziosamente.
Così avvolto nel suo mondo di carta però non si rende conto di come cambia il mondo intorno a lui, di come la guerra stia distruggendo il mondo in cui il suo corpo, suo malgrado continua a vivere. Perchè noi lettori a volte dimentichiamo di non appartenere a quel mondo di carta. Non è quello per noi il mondo parallelo, ma solo il mondo in cui di tanto in tanto siamo costretti a vivere.
In questo mondo però nulla viene risparmiato se una guerra incombe. Nulla ha più valore, nulla merita di essere tutelato. Nemmeno una cosa piccola, innocua, rara e preziosa come un anziano studioso che ha dedicato la sua vita ai libri. Mendel viveva a Vienna da moltissimi anni, la sentiva ormai come la sua patria sebbene non si fosse mai interessato a farsi rilasciare dei documenti per la cittadinanza. Così, dopo lo scoppio di una guerra non è più un semplice studioso di un altro paese, diventa una possibile spia del paese nemico e viene deportato in un campo di lavoro. Lì non ci sono i suoi amati libri, nemmeno i suoi occhiali vengono risparmiati, loro che rappresentavano la chiave attraverso la quale poter entrare in quel mondo parallelo. Ma il nostro mondo lo distruggerà per sempre. Distrugger la sua anima, il suo spirito e tutto ciò che era stato fino a quel momento. Perchè il mondo di carta è in grado di creare mondi meravigliosi, il nostro di distruggere l'unico che abbiamo.

Voto: 4 Zampette su 5!


Cecità di Josè Saramago

Un libro che vi farà male. Dovrete prendervi delle pause nella lettura, perchè non riuscirete ad andare avanti altrimenti. Arriverete a desiderare di essere ciechi per non dover leggere quelle frasi, per non vedere quelle scene. Ma qualcuno deve vedere.




Cecità è in assoluto il libro più metaforico che abbia mai letto. Quella che l'autore descrive all'interno della storia infatti non è solo una malattia, ma una metafora che richiama la cecità umana. L'uomo, una creatura cieca. Una creatura che è sempre stata cieca. Non ci sono infatti riferimenti temporali nè richiami a luoghi precisati. Nemmeno i personaggi sono individuati. Non hanno un nome ma solo delle caratteristiche fisiche. Perchè non c'è inizio e non c'è fine a questo stato. L'uomo è sempre stato cieco.
Una cecità che non a caso nel libro sembra quasi sempre scaturire dalla paura. La paura che è in grado di fermarti, di impedirti di fare le scelte giuste. E' la paura a rendere ciechi, e nella storia l'unica donna che dimostra coraggio davanti alla malattia e non dimostra mai di esserne spaventata, è l'unica che non ne verrà colpita.
E sarà lei quindi a vedere anche per gli altri, a diventare guida per coloro che non vedono. Perchè abbiamo sempre bisogno di qualcuno al quale appoggiarci, a qualcuno che possa prenderci per mano e vedere per noi quando non siamo in grado di farlo.
Lei che può vedere però arriva a desiderare la stessa malattia. La stessa cecità che ha colpito suo marito e gli estranei con i quali ha imparato a convivere. Desidera quella cecità per non vedere come la malattia è riuscita a distruggere gli esseri umani. Per non vedere il degrado personale e sociale che provoca. Perchè la cecità priva l'uomo della sua umanità.
E voi lettori desiderete non vedere. E credetemi arriverete a chiudere il libro perchè continuare sarà impossibile.



La tecnica usata da Saramago per descrivere questa storia permette di mostrare anche con la scrittura quello che l'autore ha voluto mostrare con le parole. Se avete modo di osservare il testo vi renderete conto che appare come un muro. Non ci sono capoversi, la punteggiatura è rarissima e dosata. Proprio perchè sarete ciechi davanti a quel testo che diventa un muro contro il quale vi ritroverete a sbattere. Vi troverete costretti a fermarvi, rileggere, toccare gli angoli delle parole e delle frasi per orientarvi nella narrazione.
Saramago saprà dimostrarvi la vostra cecità.

So che esiste anche un film tratto da questo libro ma non so se avrò mai la forza e il coraggio di guardarlo. Preferisco non vedere.

Voto: 5 zampette su 5!




TSU ... Il nuovo social network che paga i suoi utenti. Come funziona?


Sta letteralmente spopolando on line. Il nuovo rivale di Facebook si chiama Tsu e, a differenza del social network più famoso al mondo, paga i suoi utenti per i loro post. Sì, avete capito bene!
Ma andiamo con ordine. E' un social network dall'aspetto e dalle funzionalità molto molto simili a Facebook.
Ci si iscrive gratuitamente, si inserisce una foto nel profilo e un'immagine di copertina, si possono inserire informazioni personali e collegare i vari social a cui siete iscritti (istangram, youtube, twitter, facebook, blog...).
Poi, come con facebook, potete condividere, stato, foto e quant'altro. Molto carina l'idea di introdurre delle funzionalità di fotoritocco quando si inserisce un'immagine, alla quale potrete quindi aggiungere filtri, cornici, stickers...
A differenza di facebook potete decidere se chiedere l'amicizia ad un utente (che deve quindi accettarvela) o se seguirlo semplicemente diventando un suo follower.
Ma veniamo al sodo. Come si guadagna? Con la pubblicità ovviamente. Avete mai notato che su facebook appaiono spesso dei link sponsorizzati o delle pubblicità? Bene, accadrà anche qui la stessa cosa, con l'unica differenza che Tsu tratterà solo il 10% del guadagno che deriva da quella pubblicità. Il restante sarà distribuito tra gli utenti attivi secondo una "graduatoria" che deriva dai post visualizzati, condivisi, scritti...sì insomma più siete attivi nel social più potrete guadagnare.
Se poi si riesce a coinvolgere altre persone il guadagno è più alto.


Dal punto di vista grafico devo dire che è molto carino e molto intuitivo. Sì insomma, un nuovo social su cui perdere le mie giornate. Giusto quello che mi mancava.
Vi lascio di seguito il link alla mia pagina se vi va di vedere un po' come è fatto, iscrivervi o venirmi a trovare anche lì :)

http://www.tsu.co/Lady_Leda