Hugo e Rose di Bridget Foley ♥ Recensione

Quanto può essere pericolo sognare? Quanto sottile può essere il confine tra sogno e realtà?
Nel mondo dei sogni, nella nostra mente, in un mondo onirico tutto nostro, possiamo finalmente essere chi vogliamo, possiamo fare qualsiasi cosa e avere quella vita che abbiamo sempre desiderato. Ma... cosa accadrebbe se i sogni si scontrassero con il mondo reale? Riuscirebbero a sopravvivere alla realà o sarebbero inghiottiti da essa?
Queste sono un po' le domande e le riflessioni che stanno alla base di Hugo E Rose, il nuovo libro di Bridget Foley uscito il 13 Settembre per le edizioni E/O



L'autrice: Cresciuto nel Colorado, Bridget Foley si è dedicata alla scrittura dopo aver terminato gli studi di recitazione. Ora vive a Seattle con le sue due figlie dove è membro dei seattlewriters. Hugo E Rose è la sua prima opera.

Edito: Edizioni E/O

Pagine: 330


Ho scoperto l'esistenza di questo romanzo grazie alla casa editrice stessa che un paio di settimane prima della sua uscita in Italia mi ha gentilmente omaggiata con una copia dell'opera. Nel momento in cui mi è stato proposto di leggerla sono andata a documentarmi un po' in rete e, leggendo le opinioni di blogger americane, la storia non sembrava niente male. Ho accettato quindi la proposta della casa editrice e mi sono avvicinata a questa nuova autrice.
Che dire, la storia è decisamente particolare. All'inizio le sfumature e i richiami a Peter Pan sono evidenti e per nulla velati. Le citazioni all'opera di Barry sono palesi, il richiamo dell'isola è palpabile. Un mondo dove puoi essere chi vuoi, un mondo senza regole, un mondo dove tu sei l'eroe.
Continuando nella lettura però il romanzo si è spostato su un livello decisamente più metaforico e adulto.
Questa storia è infatti incentrata su Hugo e Rose due bambini che ogni notte dopo essersi addormentati si incontrano su un'isola. Rose è convinta che Hugo sia frutto della sua immaginazione, che non esista, così come non esista quel mondo e quella persona che lei diventa quando chiude gli occhi. Perchè la Rose che si risveglia ogni notte su quella spiaggia è diversa dalla Rose impegnata nella vita di casalinga tra un marito spesso lontano a causa del suo lavoro e dalla Rose madre impegnata dai suoi tre figli che richiedono costantemente le sue attenzioni. Su quell'isola lei non è la madre di Adam o di Penny, non è la moglie di Josh e nemmeno quella donna di trent'anni stanca e insoddisfatta. Sull'isola è una donna sicura, forte coraggiosa e padrona della propria vita. Una donna ancora giovane e bella. Sull'isola lei è semplicemente Rose. La Rose di Hugo.
E lei vive le sue giornate cullandosi nell'attesa di poter raggiungere quel luogo, quel luogo dove si sente più se stessa che in ogni altro. Quel luogo che sembra dare un senso ad ogni cosa.
Un giorno però le cose cambiano e in un fast food incontra Hugo. Sembra davvero lui, un po' diverso dall'uomo che è cresciuto con lei negli ultimi trent'anni nei suoi sogni. Più stanco, meno eroico e un po' in sovrappeso. Ma Rose non ha alcun dubbio. Quello è Hugo.
E da quel momento ogni cosa precipita. Perchè a volte i sogni dovrebbero rimanere tali, e dovremo conservare la consapevolezza che in fondo ciò che abbiamo, con le sue imperfezioni, i suoi problemi e le sue difficoltà è già di per sè un sogno.
E Rose arriverà a capirlo solo quando forse sarà troppo tardi, e solo allora arriverà a non sognare più l'Isola ma la sua famiglia. Quando capirà che ciò che possiede è già un sogno.
Ho letto in rete pareri discordanti sul finale. Io lo trovo davvero azzeccato invece. Il colpo di scena finale (molto bello a mio avviso) in cui l'isola acquisisce anche una spiegazione razionale e non solo metaforica lo trovo assolutamente coerente con la trama e giustificato.
Non è il classico libro al quale mi sarei avvicinata in una libreria, e la copertina italiana forse non aiuta (quella originale la trovo molto più accattivante) ma la storia è davvero carina, ben scritta e per nulla scontata.

IL MIO GIUDIZIO:



 IMPRONTE DAL LIBRO

"Due menti sognanti, smarrite nel terrore, naufragate sulle coste di una terra inventata. I sogni di bambini spaventati in cerca di un riparo."

Da: "Hugo e Rose"

La strada di Cormac McCarthy ♥ Recensione




L'autore: Cormac McCarthy - Scrittore drammaturgo e scenggiatore statunitense con questo romanzo vinse il premio Pulitzer e nel 2009 ne venne realizzata una trasposizione cinematografica

Edito: Einaudi

Pagine: 218


Quanto può essere difficile parlare di un libro quando sai che con le tue parole non riuscirai a rendere giustizia a quella stessa opera e non riuscirai a trasmettere ciò che hai provato?
Bene, sappiate che questo è il mio caso.
E' il primo romanzo che affronto di questo autore, ma mi sono resa conto fin dalle prime pagine di avere davanti un piccolo capolavoro.
La scrittura di McCarthy è diversa da qualsiasi stile abbia affrontato fino a questo momento. Essenziale, fredda ma magificamente evocativa.


"Il sole esiliato gira intorno alla terra come una madre in lutto con una lanterna in mano"

Non troverete tra le sue pagine lunghe descrizioni o situazioni raccontate nel dettaglio, ma con poche parole avvertirete la stessa paura dei protagonisti e sentirete nelle narici l'odore di cenere di un mondo bruciato.

Il romanzo è ambientato in una realtà post apocalittica, in un tempo e in un luogo indefiniti. Vi muoverete nello scheletro di un mondo spettrale senza sapere che cosa sia successo perchè McCarthy non vi racconterà la dinamica degli eventi passati. Solo qualche flashback che vi permetterà di avere una pallida idea di cosa ha portato il mondo alla distruzione.
Voi sarete semplicemente lì con loro. Con un padre e un figlio, un uomo e un bambino senza nome che viaggiano verso sud, verso il mare. Perchè non sopravviverebbero all'arrivo dell'inverno e andare verso sud rappresenta l'unica speranza di sopravvivere.

Non sanno cosa troveranno, non sanno se sopraviveranno. Sanno solo che quella è l'unica speranza, l'unica cosa che possono fare. E voi li seguirete, e spingerete con loro un carrello del supermercato dentro al quale hanno raccolto ciò che resta del loro passato, delle loro vite e delle persone che erano.
Gli esseri umani sono quasi completamente estinti. I pochi superstiti vivono in un mondo ormai privo di civiltà. Un mondo dove il cibo è quasi inesistente e dove non esistono più regole.

Non mi soffermerò a descrivervi certe immagini agghiaccianti perchè è giusto che le viviate tra quelle pagine e che le vediate con gli occhi dello scrittore.
Posso dirvi solo una cosa. Arriverete ad un momento in cui vorrete entrare nella storia, lo desidererete disperatamente. Per poterla cambiare, per poter salvare delle persone. Non riuscirete a capire che l'autore in qualche modo vuole dirvi che non tutti possono essere salvati. Ma come accade nella vita, anche in questo caso sarete così sconvolti e disperati da continuare a guardare dietro di voi con il desiderio di fare qualcosa. E l'unica cosa che ho fatto è stata chiudere il libro per riprendere contatto con la realtà. Per accertarmi che quel dolore non fosse reale. Ma in qualche modo lo era diventato.

E mentre seguivo questo padre e questo figlio si creava davanti ai miei occhi un meraviglioso parallelismo tra  l'nfanzia e l'età adulta. Un'età adulta che voleva in qualche modo perservare l'infanzia, guidarla, proteggerla dalla crudeltà del mondo, fino ad arrivare a doverla lasciar andare per la sua strada.
Questa diversità si concretizzava davanti a me in diverse circostanze, l'ho avvertita soprattutto nel rapporto verso gli altri. "Altri" temuti ed evitati dal padre che li guardava con sospetto a terrore e guardati invece con fiducia e speranza dal figlio. Due modi diversi di affrontare la vita e di affrontare le persone.

Il ruolo della donna è estremamente marginale in questa storia ma mi hanno detto essere una caratteristica delle opere di McCarthy così come la presenza di una componente religiosa che si avvertiva in modo molto forte in alcuni punti.
Punto riccorrente nel romanzo è stata la continua differenziazione tra buono e cattivo e la continua volontà di accertarsi di essere, nonostante tutto, dalla parte dei buoni.
Il rapporto Padre - Figlio è il legame più forte che avvertirete. Il legame di un padre che cerca in ogni modo di salvare un figlio che comunque non ha un futuro.


"Mai è l'assenza di qualsiasi tempo" 

"Ogni giornata è sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c'è un dopo. Il dopo è già qui."

Un legame che traspariva da ogni parola, da ogni respiro e da ogni azione dei personaggi. Quando sei essenziale per  la persona che ami non puoi sbagliare, non puoi arrenderti, non puoi fallire. Un libro meraviglioso dove ogni parola è misurata, pensata e densa di significato. Non posso non consigliarvi uno dei grandi libri della letteratura contemporanea. Uno di quei libri che ti cambiano per sempre.


"Quando ce ne saremo andati tutti resterà solo la morte, e allora anche lei avrà i giorni contati."



IL MIO VOTO:





 IMPRONTE DAL LIBRO

"Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso." 

"Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare"

"Per abitudine guardò il cielo, ma lassù non c'era niente da vedere"

Da: "La strada"

Care case editrici...



Invidio profondamente chi ha un'ottima conoscenza dell'inglese, chi riesce a leggere romanzi prima che arrivino nel nostro paese e soprattutto invidio chi può leggere libri che qui non arriveranno mai.
Vorrei poter suonare alle porte dei grandi editori e chiedere loro:
"Gentilmente, non è che per questo mese evitate di pubblicare l'ennesimo 50 sfumature e mi pubblicate questo libro? Prometto che lo compro. Croce sul cuore."
Probabilmente non mi ascolterebbero o meglio, non ho il loro indirizzo per poterli stalkerare. Diciamo così.
Approffitto comunque di questo spazio per condividere il mio dolore e mostrarvi un po' i libri che spero vengano pubblicati prima o poi anche da noi, così magari possiamo stalkerare gli editori insieme insieme se vi va.

DREAMS AND SHADOWS di Robert Cargill 



Questo libro mi attirava talmente tanto che ho iniziato settimana scorsa a leggerlo in inglese. Si ringrazia l'esistenza dell'applicazione "traduttore". Cerco di usarla solo lo stretto necessario per tentare di migliorarmi, ma non è facile e spesso mi rendo conto di non cogliere tutti gli aspetti della narrazione ovviamente. Però devo dire che la scrittura è molto semplice anche per chi, come me, non ha una conoscenza perfetta della lingua inglese.
Veniamo al romanzo. Ne sono venuta a conoscenza grazie a Federica Frezza del canale youtube "Prismatic 310" e dalle sue parole sono rimasta letteralmente stregata.
Descritto come una favola nera dove personaggi come gli gnomi non sono i protettori di magiche foreste ma creature malvagie con un grande cappello rosso appuntito...rosso perchè bagnato di sangue fresco, e loro per continuare a rimanere in vita devono fare in modo che il sangue non si secchi mai...
Come vi dicevo ho iniziato a leggerlo e ne sono rimasta già ammaliata. Ricorda un po' il vecchio film labyrinth, non so se lo ricordate o lo conoscete. Ma...decisamente più "nero" rispetto a quella vecchia pellicola.
I personaggi che ho già incontrato sono molteplici ed estremamente affascinanti e curiosi. Un romanzo davvero originale che però non credo arriverà mai in Italia.





H IS FOR HAWK di Helen Macdonald



Un'amica che stimo come persona e come lettrice ha letto poche settimane fa questo romanzo dichiarando di aver incontrato "alcune tra le più belle pagine di letteratura che avesse mai letto."
Le sue parole sono state più o meno queste e mi hanno spinta a cercare informazioni in merito a questa storia sperando di trovare qualche notizia circa una possibile pubblicazione italiana. Notizia che purtroppo non ho trovato. Diversamente dal libro precedente temo che questo abbia una "scrittura" decisamente più complessa e inacessibile per coloro che non masticano l'inglese, quindi preferisco non prenderlo in lingua per il momento.
Non posso parlarvi molto di questo romanzo, perchè non l'ho letto. Posso solo dirvi che ripenso spesso alle parole di questa amica e sospiro sperando un giorno di poterne parlare con lei.


 LIBRARY OF SOULS - The third Novel of Miss Peregrine's di Ransom Riggs 



Lessi il primo libro di questa trilogia ormai quasi tre anni fa senza sapere che non sarei giunta alla conclusione della storia una volta arrivata all'ultima pagina. Non sono molto brava ad aspettare. Se avessi saputo che avrei dovuto attendere più di tre anni per vedere conclusa la storia non mi sarei fiondata a leggere quel primo libro, che dovrò riprendere quando avrò messo le mani anche su questo terzo e ultimo volume. Il secondo l'ho comprato appena disponibile in libreria, ma natualmente non l'ho letto. Voglio riprendere questa trilogia dal principio quando sarà completa anche in Italiano. Non so quanto tempo impiegherà ad arrivare anche da noi, spero non molto. In questo caso almeno so quasi per certo che arriverà.



J di Howard Jacobson



Ne ho sentito parlare anche in questo caso da diverse persone, persone di cui mi fido ciecamente. Persone che incrementano la mia Wishlist di libri che non posso leggere.
J è ambientato in un futuro distopico. Un futuro legato al passato da una catastrofe. In quel passato, del quale nessuno parla, è successo qualcosa di terribile, qualcosa che ha trasformato il mondo rendendo la violenza qualcosa di normale e assodato.
E' un libro che nasconde ma nello stesso tempo non così bene, quello che è il tema centrale della storia. L'antisemitismo. Qualcosa che pensiamo appartenga al passato mentre invece è più conteporaneo di quanto pensiamo.


THE GLITTERING WORLD di Robert Levy



Un thriller paranormale che sembra davvero bellissimo!!! Il protagonista è Blue un uomo che è diventato une chef piuttosto affermato e che in seguito alla scomparsa della nonna si reca nella sua vecchia casa. Nello scantinato però trova qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Una vita che in realtà è tutta una bugia. Blue infatti non ricorda che lui e un'altra bambina, molti anni prima scomparvero per diverse settimane...
Quanto vorrei leggere questo romanzo!!! Chi viene con me a suonare i campanelli dei grandi editori?
Magari offriamo loro qualche dolcetto ... che dite?



Questi sono solo alcuni dei libri che vorrei leggere ma che forse in Italia non arriveranno mai. Non lo sanno che il mondo è un posto già abbastanza crudele senza queste privazioni?

♥ Piovono cuori in casa Too Faced ♥

ADORO!!! Ho visto la nuova collezione della too faced su youtube in un paio di video e il raptus "cerca-infomrazioni-on-line" è scattato facendomi diventare clic compulsiva ancora una volta.
Amo follemente le tinte sul rosa, cosa che mi hanno spinta lo scorso anno ad acquistare la naked 3 e la cat eyes e, davanti a questi colori e al packging irresistibile di questo brand, non ho proprio resistito.
No, ma guardate che meraviglia!
Love Palette - 45 Euro

So che le amanti delle tinte forti e dei packaging meno "cute" storceranno il naso, personalmente la trovo irresistibile. 15 colori in un mix che passa dalle tonalità neutre a quelle più calde, suddivisi in tre finisch diversi tra mat, perlati e shimmer  compongono la nuova palette che prende il nome di Love Palette. Vengono descritti come colori iper pigmentati, setosi e facilmente stendibili. Dovrò necessariamente provare per verificare se la descrizione corrisponde alla realtà. E' un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo. Non dimentichiamo poi che la confezione comprende anche la matita nera "perfect eyes liner".



Oltre alla love palette, too faced lancia sul mercato anche una serie di blush sempre a forma di cuore, san valentino è arrivato in anticipo a casa del brand, che prendono il nome di LOVE FLUSH BLUSH. Dovrò provare anche uno di questi. Per amore della scienza, ovvio.

Love Flush Blush - 29 Euro
Per la base non può mancare ovviamente un nuvo fondotinta "born this way", prodotto che viene descritto come un fondotinta dalla nuanche molto leggere che va ad unirsi perfettmanente alla pelle in modo invisibile garantendo un incarnato luminoso e uniforme.
Il flacone è di 30 ml e le nuance disponibili sul mercato saranno 6. Non sembra niente male nemmeno questo.

Born this way - 36 euro


Dopo la famosissima Choccolate Bar, diventata ormai un icona del brand too faced, arriva la "semi sweet choccolate bar". Palette dai toni decisamente caldi e dal caratteristico profumo di cioccolato, raccoglie 16 ombretti di tonalità mat e glitter.


                                                      Sweet Choccolate Bar - 45 euro

Tutti i prodotti elencati qui sopra dovrebbero essere disponibili a partire dal mese di Agosto. Che ci faccio ancora a casa???

E ora parliamo di Kevin - Lionel Shriver ♥ Recensione

E arrivi alla fine del libro con il respiro strozzato e un peso incredibile sullo stomaco. Cerchi conforto nella speranza che prima o poi, quell'immagine racchiusa nelle ultime pagine del libro diventerà più offuscata con il passare del tempo. Non hai altra scelta che aspettare che non faccia più così male. Sto cercando di convincere me stessa ad iniziare un nuovo libro, ma per il momento non ce la faccio.



L'AUTORE: Lionel Shriver è una giornalista, scrittrice statunitense e con questo romanzo ha vinto l'Orange prize. Oltre ad essere una scrittrice attualmente scrive per testate come "The guardian" e il "new York Times".



 Libro attualmente fuori catalogo.
Pagine: 476



All'inizio non c'è stato grande feeling lo ammetto. Mi aspettavo di trovare qualcosa di diverso, ero partita con la convinzione di trovare tra queste pagine solo la storia di Kevin, la lente puntata solo su quel giovedì in cui è andato a scuola e con il suo arco ha ucciso 7 compagni e un insegnante. Invece il libro ripercorre l'intera vita di quel ragazzo o meglio di sua madre, Eva, da quando conosce il marito a quando Kevin diventa maggiorenne. La storia è narrata attraverso decine e decine di lettere che Eva scrive al marito da quando Kevin si trova in prigione, e in queste lettere ripercorre la loro vita fino a quel giovedì, che ha distrutto quella stessa vita.

Come ho detto all'inizio, subito non c'è stato feeling. Credo infatti che spesso ciò che spinga ad avvicinarsi ad un libro come questo sia quel macabro fascino per il male. Lo stesso fascino che ci spinge a cercare i fatti di cronaca nera in televisione o in internet le storie di terribili assassini. Ma all'inizio questa curiosità non viene soddisfatta. La prima parte e poi comunque il resto della storia si sofferma a riflettere sulla maternità, sulla famiglia e sull'essere genitori, e la cosa più spiazzante è che non lo fa in modo perbenista o ipocrita ma in un modo talmente reale da far male. Non è facile leggere certe domande, certe paure per chi, come me, un giorno spera di diventare genitore. Sono domande che, credo, ognuno di noi si sia posto ma che in fondo altrettanto velocemente cerchiamo di allontanare. Sono delle domande decisamente scomode.

Da qui forse anche quel titolo "dobbiamo parlare di kevin" dove "dobbiamo" non è usato a caso. A volte si deve parlare di ciò che si preferirebbe evitare, di quello che non vorresti vedere. 
Nei film ti viene spesso mostrato il lato più bello della maternità, quello più confusionario magari, ma comunque sempre in qualche modo adorabile. In questo libro di adorabile non c'è nulla. Eva smette di essere Eva nel momento in cui resta incinta. Diventa l'involucro destinato a proteggere ciò che sta crescendo dentro di lei. Lei non è più il quadro, diventa la cornice. Lentamente anche il rapporto tra Eva e suo marito si incrina, perchè la nascita di un figlio rompe e cambia sempre e comunque gli equilibri di una coppia.
Eva e suo marito vivono in modo decisamente diverso il legame con il figlio. Ecco, il marito è in assoluto uno dei personaggi che ho odiato di più tra quelli incontrati negli ultimi tempi. Sarei voluta entrare nel libro per dargli uno scossone. Ottuso e ipocrita è la chiara rappresentazione del genitore che non vede mai e comunque le colpe del figlio ma le giustifica anche davanti al fatto compiuto, senza rendersi conto che il figlio è decisamente più intelligente di lui e lo usa come una pedina.
Ma a lui non interessa, perchè lui ama quell'idea di famiglia presentata dalla televisione. Vuole quella famiglia e si convince di esserne un chiaro esempio. 

Eva è una donna che è sopravissuta, una madre che si chiede se un buon genitore è colui che sta accanto al figlio nonostante questo abbia ucciso tutte quelle persone, o se essere un buon genitore signifca abbanonare il ragazzo al suo destino. Si trascina all'interno della sua vita cercando di addossarsi la colpa di quello che è successo, perchè è comunque e sempre colpa della madre. Qualsiasi azione negativa di un figlio è colpa dei genitori. Secondo la società almeno è così. Deve sempre esistere qualcuno contro cui puntare il dito ed Eva prova quasi un sollievo a diventare il bersaglio.

Queste domande non troveranno una risposta, perchè una risposta non esiste, e questa credo sia la cosa più bella del romanzo. Pone domande, mette in discussione ogni cosa, senza però arrivare ad una conclusione.
Provate a ricordare film come Omen o Rosemary's Baby. Film in cui una donna dà alla luce un demone. Bene. Da quei film riuscite a prendere le distanze, perchè si tratta palesemente solo di film. In questo caso no. Il male è reale, è umano e ha l'aspetto di un ragazzo di 16 anni. E non puoi non chiederti cosa faresti al posto di Eva. Come gestiresti da genitore una cosa del genere. Un figlio così. Ed ecco che diventare genitore non è più quel sogno rosa e azzurro che profuma di talco e sorrisi propinato dal piccolo schermo. Diventa qualcosa che fa paura. Perchè sei e sarai per sempre responsabile di un'altra persona. Una persona che cambierà per sempre quella vita e quell'equilibrio che avevi costruito con fatica e che amavi terribilmente.

Arriverete quindi in punta di piedi a quel giovedì, continuando ad odiare Kevin e suo padre ma arrivando anche a conoscerli  e in parte a capirli.
E vi chiederete "perchè," perchè Kevin abbia commesso quegli omicidi, vi chiederete chi fosse davvero Kevin, quel ragazzo crudele in modo insensato, costantemente arrabbiato con il mondo che però teneva nascosta in prigione una foto spiegazzata della madre. La donna contro la quale ha sempre riversato il suo odio, ma forse l'unica verso la quale ha nutrito un sentimento. Questa domanda resterà sotto la superficie dalla prima pagina all'ultima.

E alla fine di tutto il libro vi regala quello che volevate. E non parlo della scena del massacro scolastico, che è comunque assolutamente devastante, ma di un finale completamente inaspettato. Quasi che il romanzo sapesse che ti eri avvicinata a lui spinta da quel fascino per il macabro e alla fine ti dicesse "non era questo che volevi?"
Ma ormai è troppo tardi, perchè quei personaggi sono diventati reali e quella scena finale non sembra più quella di un film dalla quale riesci a prendere le distanze.
Sono sincera, non so se consigliarvi o meno questo romanzo. Il libro è davvero ben fatto, reale, pungente ma ha l'impatto di un pugno nello stomaco. Se siete delle persone emotivamente forti allora sì, ve lo consiglio perchè davvero merita. Se siete particolarmente emotivi...beh pensateci bene.
Vi lascio con un'immagine che chi non ha letto il libro non può capire, chi lo ha letto invece credo che non potrà restare indifferente.


P.s So che esiste anche un film tratto da questo romanzo (la scena qui sopra è un fotogramma della pellicola infatti) ma da quello che ho potuto vedere è piuttosto censurato rispetto a ciò che è descritto nel libro. Quindi se volete avvicinarvi a questa storia, fatelo con il libro, dove davvero niente viene lasciato all'immaginazione.

IL MIO VOTO:



 IMPRONTE DAL LIBRO

"Nell'istante preciso della sua nascita, associai Kevin ai miei limiti personali: non solo alla sofferenza, ma anche alla sconfitta"

"Quello che più mi manca è tornare a casa ed offrirti il racconto delle amenità della giornata, come un gatto che deposita un topo ai piedi del padrone: il piccolo ed umile dono che le coppie si riservano dopo aver pascolato in differenti giardini."

Da: "E ora parliamo di Kevin"

La mia vacanza in Puglia ♥ le spiagge più belle del Salento


Sono tornata solo da un paio di giorni nella torrida Pianura Padana, e non potevo non ritagliarmi qualche minuto per parlarvi di questa splendida vacanza e mostrarvi le spiagge più belle che abbiamo visto.
Faccio due premesse prima di iniziare:
1) le foto purtroppo non rendono perfettamente i colori meravilgiosi ma la batteria della reflex si è rotta proprio durante le vacanze quindi mi sono dovuta accontentare della macchina fotografica del cellulare.
2) Io ero partita senza grandi pretese verso queste  spiagge, sapevo che avrei trovato un bel mare, ma non ero pronta ad un mare tanto favoloso.

Ma...andiamo con ordine...

Siamo scesi in auto. 10 lunghe ore di macchina che però non rimpiango assolutamente. Siamo scesi lungo l'A14 che da Rimini, più o meno, costeggia la costa italiana fino a Bari. E' stato un viaggio spettacolare. Vedere come cambia la vegetazione e la penisola stessa di regione in regione e scorgere continuamente il mare accanto a te mentre scendi lungo l'Italia è qualcosa di indescrivibile. So che è un viaggio lungo e stancante ma almeno una volta nella vita io lo consiglierei.



Per risparmiare un pochino non abbiamo alloggiato in zona mare ma a Galatina, nell'entroterra. Avendo comunque l'intenzione di cambiare spiaggia ogni giorno la comodità di essere "fronte mare" non ci interessava molto.
Passo quindi a parlarvi e mostrarvi le spiagge che ho visto.

1) Punta Prosciutto: spiaggia davvero bellissima, mare limpido che durante il corso della giornata si è un po' "sporcato" con aghi di pino scuri trasportati dalla marea. Discretamente affollata rispetto ad altre spiagge ma comunque vivibile (tenete presento che io sono scesa la seconda settimana di luglio). Come ogni spiaggia anche questa ha una zona dedicata alla "spiaggia libera" per chi come noi, porta da casa sdraio e ombrelloni.

Punta Prosciutto



2) Pescoluse "le Maldive del Salento". Uno spettacolo ragazzi. Davvero uno spettacolo. Il mare e la spiaggia hanno un colore completamente diverso rispetto alle altre zone. Il mare non assume il classico color blu ma un color verde smeraldo molto particolare. Il mare è pulitissimo e rimane tale per tutta la giornata. Il consiglio che vi posso dare è di recarvi in questa spiaggia piuttosto presto al mattino. E' una delle più famose del Salento e quindi anche una delle più affollate.
Noi siamo arrivati in spiaggia alle 9.30 e c'era già un bel po' di gente

Pesculose


3) Baia Verde:  Altra spiaggia di una bellezza inaspettata. Arrivando dalla strada la spiaggia è a un livello leggermente inferiore rispetto a dove vi trovate ed è possibile ammirare tutta la baia con i suoi colori blu e smeraldo. E' una vista da mozzare il fiato. I colori di questo mare mi hanno ricordato moltissimo quelli della Sardegna. Un mare smeraldo che va via via tingendosi di un blu intenso meraviglioso.Unico neo: nel primo tratto di mare c'erano numerosi "scogli" che costringono a prestare un attimo di attenzione. Superati quelli il mare è di quelli paradisiaci.

Baia Verde



4) Torre dell'Orso (I caraibi del Salento) : Avendo deciso di alloggiare a Galatina abbiamo potuto provare anche spiagge della costa di Otranto e abbiamo optato per questa. Vi dico solo che è stata la mia preferita. Al primo posto tra tutte le bellezze che ho visto. Forse questo punto a favore va anche allo scenario così diverso e imponoente rispetto alle altre. Con la sua scogliera e le sue rocce offre davvero un contesto splendido. L'acqua è cristallina sempre di un turchese meraviglioso. Unico neo: la grande quantità di gente. La spiaggia più affollata in cui siamo stati (anche più delle Maldive del Salento). Può tranquillamente far concorrenza alle spiagge della riviera romagnola.

Torre dell'orso


5) Torre Pali: una piccola perla sconosiuta. L'ho scoperta per caso guardando una cartolina in un  negozio di Souvenir. Lo faccio sempre. Guardo le cartoline per scoprire spiagge che magari in internet non avevo trovato. Torre Pali è stata una di queste. La spiaggia in assoluto meno affollata. Eravamo in prima fila con il mare che arrivava vicino al nostro sdraio. Il fondale è leggermente ghiaioso ( molto in prossimità della torre)  e con qualche pietrone nel primo tratto ma facilmente gestibile. La poca affluenza permette di ammirare numerosi pesci e granchi aggirarsi lungo la riva. Davvero bellissima.

Torre Pali



6) Torre San Giovanni. Anche questa una spiaggia che mi è piaciuta moltissimo. Molto simile a Stintino con i suoi millemila metri di fondale bassissimo che ti permette di giocare a racchettoni in mare aperto. La spiaggia è di sabbia bianca e il mare è di un azzurro che tende al verde. Qualcosa di meraviglioso. Unico neo: la corrente trasporta molti aghi di pino che si posizionano nel bagnoasciuga. Niente di trascendentale ovviamente ma un po' fastidioso. Nonostante questo rimane una spiaggia spettacolare.

Torre San Giovanni

 Queste sono le spiagge che abbiamo visto. Non posso dire di essere rimasta delusa da una sola di queste. Sono tutte bellissime. Davvero. Se avete delle incertezze pensate che state leggendo le parole di una ragazza estremamente puntigliosa e difficile. Mi sono innamorata follemente del mare pugliese e anche del cibo :)

N.B Non posso non citare il cibo. Ho assaggiato il panzerotto fritto ragazzi. In quel preciso istante la mia vita ha avuto un senso. Ho capito di aver vissuto ogni cosa, ogni evento per arrivare a quel preciso momento. Qualcosa di indescrivibile.



Ho assaggiato altre cose davvero molto buone: le orecchiette, le pittule (buonissime) la puccia (OMMIODDDIOOOO) . Unica nota dolente per me (e so di essere una voce fuori dal coro) Il pasticciotto. Proprio non mi è piaciuto. Gustibus

Pasticciotto


N.N.B Abbiamo avuto l'occasione durante la sera di vistare molte località: S.M Leuca, Gallipoli, Lecce... ma devo dire che quella che più ci è rimasta nel cuore è sicuramente Otranto. Con le sue viuzze, i negozietti, i ristoranti illuminati lungo la baia è un piccolo incanto.
E adesso???
Ora sono tornata nella torrida Pianura Padana a sognare la mia prossima vacanza.
Buone vacanze a chi deve ancora partire :*





Città di Carta - John Green ♥ Recensione

Ci sono degli autori che con una loro opera sanno conquistare completamente la tua fiducia, tanto che senza riserve acquisti a scatola chiusa tutti gli altri romanzi. Senza sapere nulla, senza leggere un pezzetto di trama o di recensione. Non servono. Non con lui. Ma quando tra quelle pagine non trovi quello stesso autore che ti aveva fatta innamorare perdutamente, quando non riesci a rivivere quelle stesse emozioni, quando guardi il libro incredula e ti chiedi se lo abbia scritto quella stessa persona... in qualche modo ti senti un po' tradita. Perchè ti fidavi di lui, perchè lo giudicavi infallibile...
Ecco, questa è la storia tra me e "Città di Carta". Una storia di aspettative, di incredulità e di incomprensioni. Forse ci siamo semplicemente incontrati nel momento sbagliato.



L'AUTORE: Jonh Green è nato nel 1977 (eh si è decisamente un giovincello) in Indianapolis. Con il romanzo "Cercando Alaska" ha vinto il Pritz Award e con "Colpa delle stelle" (amore infinito) ha raggiunto il primo posto nella New York Times Bestseller list. Oltre ad essere uno scrittore attualmente è anche un blogger e uno youtuber piuttosto attivo


Prezzo ebook:  € 9,99
Prezzo copertina rigida: € 13,60
Pagine: 356


Leggendo "Città di carta" ho pensato spesso che se avessi letto questo stesso libro a 16 anni la mia reazione forse sarebbe stata diversa. Perchè a 16 anni credi alla storia raccontata tra quelle pagine, credi che una coppia di ragazzi possa entrare di notte in un parco acquatico, che una ragazza possa scappare di casa e vivere meravigliose avventure, credi che un ragazzo e degli amici lascerebbero ogni cosa rinunciando anche al giorno del diploma solo per cercare quella ragazza. A 16 anni credi a questa possibilità. A 16 anni credi a questa storia. A 30 ... ci credi molto meno purtroppo.

Non nego che John Green sappia scrivere bene e più volte mi ha regalato quei sorrisi che solo con i suoi dialoghi riesce a strapparmi. Ma questi sorrisi non sono stati sufficienti a farmi amare questa storia o questi personaggi. Non sono stati abbastanza.
La storia l'ho trovata davvero molto lenta in certi punti e anche i personaggi davvero poco credibili e bidimensionali. Solo Quentin è riuscito a smuovere qualcosa dentro di me.  Ma se ripenso ad Hazel e Augustus... non ci sono paragoni tra le due storie. So che non dovrebbero essere fatti ma è inevitabile. Quando identifichi un autore con un libro il paragone con quell'opera che ti aveva stregata è davvero inevitabile. Perchè vorresti rivivere quelle stesse sensazioni. E io qui non le ho trovate. Nemmeno il finale ha salvato il libro a mio avviso. Più procedevo nella lettura più la storia sembrava rallentare ai miei occhi.

L'idea di base poteva essere buona. La storia di un viaggio, di una ricerca, dove è più importante il viaggio che la destinazione, la storia di quella ricerca di sè che si vive nell'adolescenza...ma quest'idea non è stata gestita così bene nella narrazione secondo me. Questa era spesso lenta e gli epedienti che la portavano avanti troppo spesso inverosimili.
Mi dispiace dirlo, nemmeno immaginate quanto, ma davvero non mi ha lasciato nulla. E non mi sarei mai aspettata di poter dire una cosa simile di un libro di John Green.
So bene che con questo mio commento sarò una pecora nera tra i lettori. So che il mondo ha amato questo libro. Io credo di averlo incontrato nel momento sbagliato della mia vita.


IL MIO VOTO:


 IMPRONTE DAL LIBRO

"Che cosa ingannevole, credere di una persona che sia più di una persona."

"La città era di carta, i ricordi no."

"Per quanto possa fare schifo, la vita è pur sempre migliore della sua alternativa. "

Da: "Città di carta"

Il battello del delirio di George R. R. Martin ♥ Recensione

Prima delle cronache del ghiaccio e del fuoco,prima del trono di spade, prima che fosse conosciuto come colui che ha cambiato la visione della letteratura fantasy, ha scritto questo libro:



Un romanzo scritto nel 1982 da quello che oggi è considerato il maestro del fantasy. Una storia che riprende in maniera evidente e curata l'atmosfera creata dal romanzo di Bram Stoker.
La figura dei vampiri tanto commercializzata negli ultimi anni torna tra queste pagine nella sua concezione più classica.I richiami non sono velati ma evidenti, voluti, e riecheggiano per tutta la prima parte dell'opera. Dalle nebbie che avvolgono l'arrivo dei vampiri, ai paesaggi plumbei, tetri, grigi e costantemente nebbiosi. La storia stessa dei vampiri, delle loro origini, del loro passato, raccontata dai protagonisti fa l'occhiolino ad alcuni elementi del "Dracula" di Stocker. Vi faccio solo l'esempio del momento in cui Damon Julian (uno dei vampiri più antichi e crudeli che siano mai esistiti) non uccide la sua vittima ma, notte dopo notte, entra nella sua stanza e beve lentamente il suo sangue senza che nessuno sospetti nulla. Credono sia malata, credono che la responsabile dell'indebolimento e del pallore sia una malattia. Non vi ricorda il personaggio di Lucy in Dracula? Oh, se leggeste questo romanzo... Il modo in cui è descritto non potrà non ricordarvelo. Sembra quasi un omaggio, un inchino al libro di Stoker.

Fino a metà della storia la figura dei vampiri e la narrazione della loro storia è il tema predominante. Si intuisce quasi subito quale sia la natura dei personaggi principali, quasi che Martin non avesse interesse a tenerla nascosta, quasi a dirvi di non focalizzarvi su quello, perchè non è il mistero la chiave della storia, ma è la storia stessa.
La parte centrale in cui lentamente da lettori apprendete ciò che è realtà e ciò che è mito nella storia di queste creature è davvero narrata benissimo. Riuscirà ad incantarvi, quasi avesse fatto anche a voi una sorta di incantesimo.
Martin riesce a rendere credibile la figura leggendaria del vampiro grazie ai numerosi richiami storici di cui è disseminata la storia. E la cosa più bella è che non vi coglierà impreparati, o meglio, non vi permetterà di esserlo. Non darà per scontato che voi sappiate la storia Americana dell'800 ma arrichirà questo romanzo di note, che troverete alla fine di ogni capitolo. Note che faranno luce su citazioni e richiami storici. Vi prego, non pensate a questo come qualcosa di noioso, perchè vi garantisco che non lo è. Una delle note, giusto per portarvi un esempio concreto riassume in poche righe la storia di una figura terribile come Marie Delphine Lalaurie. E chi segue American Horror Story qualcosa già conosce di questo personaggio.

I personaggi sono quindi storicamente contestualizzati benissimo. Dalla metà in poi il romanzo diventa più ambizioso e con la sua narrazione crea un parallelismo meraviglioso tra la natura dei vampiri e la schiavitù, che ancora vigeva in certi stati americani nell'800.
Damon Julian, vampiro che Martin vi porta ad odiare e disprezzare per la sua natura nella prima parte della storia, sottolinea il fatto che non agisce diversamente da come fanno gli esseri umani in molti stati schiavisti. I vampiri trattano gli esseri umani come "bestie" delle quali nutrirsi, li usano, così come gli esseri umani stessi usano gli schiavi. Anzi, i vampiri proteggono, amano e difendono i propri simili. Gli esseri umani sono inferiori anche in questo. Giudicano e uccidono sulla base del colore della pelle di un persona. E questa riflessione che vi ho spiegato malissimo ma che troverete espressa in modo cento volte migliore nel libro di Martin, vi stupirà. Così come il tema della libertà di scelta. I vampiri non possono scegliere se nutrirsi o meno di sangue umano. Non hanno alternativa. Non solo perchè morirebbero ma perchè la sete è implacabile e incontrollabile. Li spinge a compiere azioni contro la loro volontà. Ma noi invece possiamo scegliere come trattare gli altri esseri umani. E scegliamo sempre il modo sbagliato di farlo.

So bene che non vi ho raccontato molto della trama ma a mio avviso non era fondamentale. La storia è narrata davvero molto bene, saprà intrattenervi, incuriosirvi e coinvolgervi. Ma quello che troverete oltre la narrazione è ciò che fa di questo libro un romanzo che merita di essere letto.

          IL MIO VOTO:


 IMPRONTE DAL LIBRO

"Good and evil are silly lies, nonsense put forth to plague honest sensible men." 

"My whims are life and death to these cattle, Billy. If you are ever to be one of us, you must understand that. I am pleasure, Billy. I am power. And the essence of what I am, of pleasure and power, lies in possibility. My own possibilities are vast, and have no limit, as our years have no limit. But I am the limit to these cattle, I am the end of all their hopes, of all their possibilities."

Disney snowglobe

Di solito risiedono nei ricordi di quand'eravamo bambine. Magari come ricordo di una vacanza o di una gita lontana, o tra le cose impolverate che tiravamo fuori per agghindare la casa durante il periodo di natale.
Hanno sempre avuto una loro magia, e una strana attrazione che ci spingeva comunque e sempre a capovolgerle per vedere scendere la neve.
Ora che siamo più grandi magari ha un'attrattiva minore ma non possiamo ugualmente non fermarci a guardarle.
Tutto questo preambolo (si ringrazia Dio per avermi fatto il dono della sintesi) per dirvi che ho scoperto l'esistenza di un mondo fantastico. Magari come sempre ho scoperto l'acqua calda, ma ...giuro che ne sono rimasta folgorata.
Parlo delle snowglobe della Disney.
La mia scoperta parte da una foto trovata casualmente su facebook relativa ad un cartone con il quale sono "leggermente", ma proprio leggermente, in fissa. Parlo di questa meraviglia:

Questa "cosa meravigliosa" oltre ad essere rifinita benissimo, riproduce la musica di let it go!!!!
Momento di pausa per permettervi di fare "oooooh!"
Unico difetto? Il prezzo spropositato! Costa la bellezza di 195 dollari su amazon.com
Ulteriore momento di pausa per permettervi di strabuzzare gli occhi.
Però diciamolo...quanto bella è?

Da qui appunto è partita la mia ricerca e sono inciampata in un mondo meraviglioso fatto di snowglobe da collezione dedicate al mondo disney.
Vi lascio qualche esempio giusto per farvi capire di cosa sto parlando.


Questo è il castello de "la bella e la bestia" e dovresti vederlo illuminato * ___ *
Per ogni principessa Disney ne esistono decine e decine di versioni diverse. Sempre per la bella e la bestia per esempio potete trovare anche questa alternativa:

O anche quella nella libreria, che non vi metto nell'articolo perchè non ho trovato una foto decente.
Che altre principesse ci sono? beh più o meno tutte oltre che i vari personaggi Disney.









Non è bellissimo quello di biancaneve dove non scende la neve ma un turbinio di foglie????

Spettacolare!
Secondo me sono bellissime! Io ne ho inserite solo alcune ma davvero, c'è da perdersi in questo mondo.
Cosa dite...è troppo tardo ormai per iniziare una nuova collezione alla mia età?